mar, 20 marzo 2007
Madri e figli, amici, fidanzati, nonni e nipoti: stare insieme davanti ai fornelli è sempre molto divertente. È una bella occasione per regalarsi storie, tradizioni, consuetudini e segreti. È il momento in cui si racconta, si gioca, si confronta, si corteggia e si sfida. Soprattutto si contribuisce a creare qualcosa che sarà condiviso.
Il vostro ingredien-tè, la piccola rubrica che trovate nella colonna a destra, vuole essere tutto questo.
L’invito è ad entrare nella mia cucina e a liberare la vostra fantasia, esaltare le vostre abilità e, se volete, a raccontarmi qualche aneddoto curioso che vi appartiene.
Scopriamo insieme gli equilibri sui quali si dondolano i vari sapori e individuiamo a quali di questi il nostro infuso si associa meglio.
Le lettere ricevute sono numerose e sarà mia premura cercare di pubblicarle tutte; continuate a scrivermi. Vi ringrazio molto per l’entusiasmo con cui avete accolto la mia proposta e, di tavola in tavola, tra un soffio di zenzero e noce moscata e una manciata di origano e menta, intrecceremo storie e legami.
A tagliare il nastro è Vinaigrette, che ci propone la ricetta di un dolce da abbinare al tè che preferite: la torta di rotolini della zia Tittina.
La prepara, ad occhi chiusi, da quando aveva 15 anni; è stata una cara zia ad insegnargliela e usava offrirla proprio con il tè. Personalmente sceglierei una miscela a base di tè nero, magari con pera e cannella o con mandarino e fiori d’arancio.
Vinaigrette, solitamente, per gustare il suo infuso usa una tazza bianca di porcellana sottilissima e se pensa al tè pensa alla cerimonia dei samurai. Preferisce l’Earl Grey e le piacerebbe inventare un tè all’albicocca con petali di rosa e scorzette di arancia.
Ingredienti:
• 400 gr di farina
• 170 gr di burro
• 5 cucchiai di zucchero
• un pizzico di sale
• 1/2 bicchiere di latte
• 3 cucchiaini di lievito per dolci
• 200 gr di noci sgusciate
• facoltativo: un cucchiaio di pinoli (per decorare)
Versate la farina in una ciotola, aggiungete lo zucchero e un pizzico di sale. Incorporate rapidamente il burro ammorbidito (non fuso). Sciogliete il lievito nel latte e versate anche questo nella ciotola. Impastate, sempre rapidamente, fino ad ottenere un composto omogeneo. Aiutandovi con il matterello spianate la pasta formando un rettangolo. Spezzettate le noci grossolanamente e spargetele sul rettangolo di pasta. Arrotolate il rettangolo e dal cilindro ricavato ritagliate dei cilindretti di circa 6 – 8 cm di altezza da collocare in una tortiera precedentemente imburrata e infarinata, un po’ distanziati tra loro.
Decorate con i pinoli o con altre noci e infornate a 180° per circa 30 minuti (se durante la cottura vedete che la torta si colora troppo in superficie, coprite con carta da forno).
(Foto di Vinaigrette)
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21 marzo 2007 alle 19:55
interessante questa ricetta…
21 marzo 2007 alle 23:09
E questa va provata!!!
Smile ***
22 marzo 2007 alle 19:31
già che ci sono i pinoli per decorare, si potrebbe schiacciarne un po’ insieme alle noci!
(adoro i pinoli)
23 marzo 2007 alle 13:57
che bel blog… aspetto un invito per un tè e un pasticcino…
)
24 marzo 2007 alle 06:44
Ma che bella sorpresa, vedi che significa non passare a salutarti tutti i giorni! Un bacio e te, carissima e un sorriso a tutti gli “apprezzatori”
26 marzo 2007 alle 09:46
So delicious!
Buona Settimana, Cara Acilia!
26 marzo 2007 alle 13:14
@waki
Non mi sembra affatto male l’idea.
(Anch’io adoro i pinoli, soprattutto tostati nelle insalate)
@mestesso
Grazie.
Qui sono tutti sempre invitati per un tè, accomodati.
28 marzo 2007 alle 12:58
ispirandomi al commento di waki mi piacerebbe accompagnare una fetta di questa torta slurpissima (brava vinaigrette!) ad un tè aromatizzato ai pinoli, ma esisterà?
28 marzo 2007 alle 20:49
@FrancescaV

Sai che non lo so?!
In tanti anni di degustazioni non mi è mai capitato di assaggiarlo.
Mi viene da pensare che non l’abbiano realizzato perché probabilmente i pinoli hanno un sapore poco incisivo; credo sarebbe difficile distinguerlo nella miscela di un qualunque tè.
Potremmo provare però a proporlo a Claudio e Paolo, qualora dovessero leggerci (rispettivamente “Bibliotèq” e “Il signore del tè”).
Un abbraccio e buoni rotolini
28 marzo 2007 alle 23:03
Ciao,vagavo per la rete e ho trovato il tuo blog…davvero stupendo, complimenti!
Laura
laurasan_no_meiru@hotmail.it
29 marzo 2007 alle 10:03
Aciliaaaaaaaaa
sono la malatona Cuochetta, sono molto interessata alle ricette di thè per i “mali di stagione”…
me le puoi inviare via mail all’indirizzo che trovi sul mio blog?
Grazieeeeeeeeeee
30 marzo 2007 alle 16:37
Ciao Acilia,
felice del tuo passaggio.
Ho finalmente rimediato il tè giallo e mi ha colpito molto positivamente, mi piace il retrogusto leggermente amarognolo.
Comincio a non soportare più i tè aromatizzati
Grazie per la dritta, se riuscirò a rimediare lo spettacolo lo vedrò molto volentieri… tra l’altro Gian Maria Testa mi piace molto.
Hai sentito il suo ultimo cd? Bello.
Buon week,
saluto
30 marzo 2007 alle 17:16
@Laura
Ti ringrazio, torna pure quando vuoi.
@Cuochetta
Fatto
@LaFataStronza
L’ultimo è molto bello, hai ragione, ma personalmente continuo a preferire in assoluto “Il valzer di un giorno”.
I tè aromatizzati sono semplicemente diversi, hanno un accento diverso. Hanno una loro ragione, un loro tempo, un loro luogo: non sottovalutarli.
Lo spettacolo è già in vendita in Feltrinelli, con Dvd e libro.
Possiedo l’intera discografia di Gianmaria Testa
Buon week-end anche a te.