ven, 23 febbraio 2007
Inciampai nel suo blog circa un anno fa e fu una scoperta piacevole fin da subito.
“Il tè non si fa comprare, si fa scegliere“: questo fu il pensiero che più mi colpì, scorrendo le prime righe della presentazione. Decisi molto presto che un giorno sarei passata a trovarlo.
Questa mattina, finalmente, ho avuto la possibilità di varcare la soglia di Bibliotèq: ho trovato il sorriso di Claudio Rubcich ad accogliermi.
La strada che si attraversa, per giungere in questo luogo fatato, è bellissima, discreta, silenziosa. La penombra contribuisce a renderla più intima; ché di ogni viaggio non è importante soltanto la meta, ma anche il percorso.
Appena aperta la porta, nel giro di pochi istanti, si viene travolti da una danza di aromi e colori che solleticano ricordi d’infanzia dimenticati: hanno un potere rassicurante.
Claudio mi accoglie con un abbraccio affettuoso e un cioccolatino alla gianduia; mi sento subito a casa.
Mi guardo intorno per molto tempo prima di lasciarmi andare a una piacevolissima chiacchierata.



Una grande aquila mi fissa dall’alto con fare minaccioso e protettivo al tempo stesso: apprendo quasi immediatamente che si tratta di un aquilone cinese, un portafortuna.
Assisto all’arrivo di diversi clienti e scopro che chi viene da Bibliotèq non ha alcuna fretta. Claudio è riuscito a fare del suo rifugio un posto lento, perfettamente in linea con il tè e il suo universo.
Osservare il suo rapporto con i clienti è affascinante: le persone gli raccontano le loro abitudini, gli confidano i loro gusti e quelli delle persone care a cui desiderano regalare gli infusi, gli concedono qualche confidenza personale e si inizia così a sublimare l’arte dello stare insieme: con chi entra nel negozio ci si dà quasi sempre del tu.
L’invito è, contrariamente ad ogni altro negozio, a toccare (e odorare). Bibliotèq è un luogo in cui tutti i sensi sono stimolati e accarezzati.

Il negozio è molto piccolo: in questo modo si può godere dell’odore del legno che si mescola a quello degli infusi. E si sta più vicini, l’ambiente è più caldo e accogliente. Si socializza con le altre persone, si scambiano conoscenze, opinioni ed esperienze.
Claudio è molto bravo a prendersi cura della sua gente: di tanto in tanto offre assaggi di zenzero candito ricoperto di cioccolato, scorze d’arancia e cioccolatini al curry. Racconta storie e leggende, consiglia, ascolta. Sorride. Non credo sia un caso la presenza di due sgabelli davanti al bancone.
La scelta è vasta: 150 tè che seguono l’alternarsi delle stagioni, in assoluta armonia con i tempi di raccolta di ciascuna tipologia.
È possibile consultare alcuni libri a tema e lasciarsi sedurre anche da cioccolato, caffè e spezie. Il desiderio di assaggiare si fa sempre più forte e diventa molto difficile uscire a mani vuote.
Io naturalmente non ho saputo fare a meno di acquistare diversi tè; tra tutti mi piace menzionare il Rou Xiang Yellow Tea, un tè giallo pressato quasi impossibile da trovare in Italia: sono stata affascinata dal suo aspetto, il panetto è racchiuso in una foglia molto grande e va tagliato con un coltello. Il sapore ricorda il miele di castagno, la noce e la frutta matura.
Vi esorto a provare: rubate un momento da dedicare solo a voi stessi e lasciatevi cullare.
Troverete Claudio in via Dei Banchi Vecchi 124 (nei pressi di Piazza della Chiesa Nuova).
Bibliotèq è aperto tutti i giorni escludendo la domenica e il lunedì mattina.
Gli autobus dalla Stazione Termini sono il 64 e il 40 express.
tel +39 (0) 6 45433114
fax +39 (0) 6 45433220
email: info@biblioteq.it
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23 febbraio 2007 alle 08:17
si prega di toccare…

bellissimo
ciao, buon week end
23 febbraio 2007 alle 09:37
viene voglia di tornare a Roma solo per andarci…
Grazie per la tazza di tè mattutina!
23 febbraio 2007 alle 17:55
Godo questa tua descrizione, e guardo le tue foto, e quel posto diventa un poco anche mio.
Giorni fa, per caso, ho pranzato in una vecchia trattoria, e mi inmaginavo di essere seduto con voi a godere di quel luogo.
purtroppo non avevo la macchina fotografica, e non trovo le parole giuste per descriverlo.
un abbraccio.
23 febbraio 2007 alle 19:21
Non ho mai nemmeno assaggiato un te` giallo. Ne conosco a malapena l’esistenza. Un giorno me lo farai assaggiare, rammentando la tua visita in questo luogo magico.
Kja
23 febbraio 2007 alle 20:19
sembra un posto fuori dal mondo…
davvero un incontro inaspettato come un tè dal Cappellaio Matto e il Leprotto Marzolino… forse le due poltroncine sono per loro;-)
mai sentito il tè giallo…
un saluto
23 febbraio 2007 alle 21:56
Non ha filiali altrove? Per esempio a Poggiobrusco?
23 febbraio 2007 alle 22:10
ma un negozio a dir poco affascinanTE!!!!
23 febbraio 2007 alle 23:55
@Yzma
E’ una delle cose che ha più colpito anche me.
Buon week end anche a te carissima.
@Sergiott
Adoro le vecchie trattorie, i loro muri spesso si impregnano dell’odore di cibi e persone passati.
Hai già descritto in buona parte il tuo posto senza accorgertene.
Ricambio l’abbraccio con affetto
@Kja
Un giorno ti farò assaggiare questo ed altri tè, tutti quelli che vorrai. A patto che si trascorra un intero giorno insieme.
@LaFataStronza

Ho sempre trovato irresistibile il Cappellaio Matto
Qualche tempo fa (novembre 2005)ho scritto un post in merito al tè giallo. Qualora dovesse interessarti…
24 febbraio 2007 alle 09:28
Che posto affascinante…
il week end metà marzo sarò a roma.
mi ci porti?
Un bacio
Pablo
24 febbraio 2007 alle 17:52
Perchè il vero viaggiatore sa scoprire mondi accoglienti, capaci di somigliargli, ovunque va. Perchè il vero viaggiatore riesce a costruire la sua casa sui terreni più diversi, perchè la Casa è fatta di colori, di odori e di sapori. A allora grazie Acilia, perchè mi parli del bello della mia città quando si avvicina il momento di lasciarla, come te che viaggi e non ti fermi mai. Mi parli di un posto che non conosco, di ciò che è straniero nella mia stessa città, e come Ulisse che sogna di tornare a Itaca anche io un giorno chissà quando entrerò nel mondo che ci hai descritto. Perchè ne sento già l’odore.
25 febbraio 2007 alle 10:29
adoro biblioteq….e uso solo il thè di claudio per iniziare la mia giornata..e spesso x chiuderla.
ed è proprio vero..ogni thè è una sorpresa e un piacevole incontro.
stefania
25 febbraio 2007 alle 16:36
Che bellissima descrizione!! anch’io, leggendoti, mi sento felicemente trasportato in mezzo a tutte le sensazioni di cui ci parli….mi rincresce solo non abitare a Roma…!!!!
un bacio affettuoso
Stefano
25 febbraio 2007 alle 21:01
@unosguardolieve
Pensa, io sarò a Milano
@kkienn
E’ sempre difficile non essere rapiti dalla bellezza e dalla profondità dei tuoi commenti. Ti ringrazio molto, mi piace averti qui.
Nel tuo blog, leggendoti, spesso ho la sensazione di riconoscere o ricordare dall’odore luoghi mai visti.
@stefania

Ben venuta
Mi fa piacere che le mie impressioni trovino riscontro nella realtà. Evidentemente è un sentire comune e Claudio è una garanzia.
@ooohopla

Organizziamo un autobus?!
Ricambio il bacio professore.
26 febbraio 2007 alle 08:48
Sìììììì!!!!!!!!!!, carissima Acilia…..questo autobus s’ha da organizzare. Non vedo l’ora!!!!
Buon inizio di settimana!!
Stefano
26 febbraio 2007 alle 10:45
Sono felice che alla fine siate riusciti ad incontrarvi… Claudio è soprattutto una bella persona, come hai visto e come ti avevo detto. E’ anche un grande e paziente maestro, per quello che riguarda il tè. Trova sempre il giusto tempo per farti sentire “a casa” e per trasportarti in un universo di sensazioni che ti riempiono il cuore. Ti porta per mano in una cultura millenaria, senza mai farti sentire inadeguato o ignorante. Ti insegna con grande passione ad amare il tè e questo si vede e si sente. Da Biblioteq esci più felice! Ma alla fine…. te l’ha fatto annusare il “mio tè preferito”? Un bacio grande, a presto. Olguita
26 febbraio 2007 alle 22:15
allora lo fai apposta..

ti abbraccio
p.
27 febbraio 2007 alle 01:39
Roma è proprio uno spasso, peccato lavorare tutto il giorno, mi perdo le cose più belle: beata te!
Therese
27 febbraio 2007 alle 10:20
@Olguita
Sarebbe stato bello se fossi venuta anche tu, peccato.
Ricordo di avergli chiesto del tuo tè preferito, ma poi ci siamo persi tra chiacchiere e fotografie e abbiamo dimenticato.
Raccontamelo tu adesso.
@Therese

Bibliotèq è aperto fino alle 20.00; dovresti riuscire a farcela con il lavoro. O chiederemo a Claudio di aprire anche la domenica mattina
Ben arrivata e a presto.
27 febbraio 2007 alle 13:31
Raccontamelo…. non è facile, non sono brava come te nel descrivere sensazioni così particolari, anche perchè da 3 anni ho perso l’olfatto dalla narice destra (quella che funzionava meglio, l’altra è più stretta) e quindi non sempre mi godo gusti e profumi al meglio. Allora… il tè è il Huang Jin Gui Top Grade ed è un Oolong (semi-fermentato) del Fujiang, Cina, quindi. Lo chiamano anche Osmanto d’Oro. Ha il profumo labile dei prati umidi punteggiati dai fiori primaverili. Se chiudi gli occhi, ti sembra di essere in collina, in quelle zone dove passi dai campi ai prati, dai cespugli ai viottoli ombreggiati da alberi fitti. Mi ricorda il caprifoglio, che sa di buono, di contrasti, mi richiama alla mente il verde e il rosa allo stesso tempo, è dolce ma con una punta di “erboso” che non lo rende mai stucchevole. Ha un bel colore lieve e un aroma “elegante”. Si possono fare più infusioni, senza quasi perdere nulla. Io ne faccio addirittura 3 di 2 minuti e ognuna è diversa ma comunque di ottimo livello. Insomma… mi riempie il cuore e conforta la mia anima, quando ne ha bisogno, ma solletica il mio palato semplicemente quando mi va. La prossima volta andiamo da Claudio insieme… scusa se non ce l’ho fatta stavolta!
Un bacio
27 febbraio 2007 alle 20:54
Acilia, no: lavoro fino alle 19.00 alla Magliana, non credo proprio di arrivare in tempo
Therese
28 febbraio 2007 alle 16:50
Bellissimo, anche come lo presenti …
1 marzo 2007 alle 18:17
In questo modo abbiamo potuto toccare ed odorare anche noi.
Un abbraccio forte forte, Canny
2 marzo 2007 alle 13:02
Grazie per avermi portato per mano in un altro luogo affascinante e profumato
Vedo che a Roma ti stai già ambientando e ne sono felice
4 marzo 2007 alle 10:18
che posto spettacolare! e come l’hai ben descritto! nel prossimo giro a roma non mancherò!
24 marzo 2007 alle 12:33
l’ultimo thè che mi ha consigliato claudio è: verde, albicocca e miele, una piacevolezza incredibile, che mi butta nella giornata lavorativa senza traumi…. !
stefania
3 maggio 2008 alle 20:16
Una volta in questo negozio ho acquistato “Earl Grey Imperiale”, dopo aver letto la graziosa descrizione di Claudio, bene adesso è diventato il mio tè del pomeriggio, e non posso più farne a meno, senza ombra di dubbio l’Earl Grey di Biblioteq è il migliore del mondo.
4 maggio 2008 alle 13:32
Bisognerebbe assaggiare gli Earl Grey di tutto il mondo, prima di dirlo