lun, 4 dicembre 2006
«Che cento fiori si aprano questa notte stessa, senza aspettare di essere svegliati dal vento mattutino».
Questo frammento appartiene ad un racconto di epoca Ming; trovo riesca ad introdurci con fare lieve e delicato all’argomento che ho scelto di approfondire oggi: il tè lavorato.
L’universo raffinato dei tè lavorati fonda le sue radici nella cultura dell’Estremo Oriente, dove si coltiva una particolare attenzione e cura per la bellezza, così come la natura la offre agli occhi dell’uomo. Da questo deriva la diffusione di motivi floreali che popolano le metafore letterarie, i numerosi dipinti sulle stampe e sulle porcellane, cesellati nel legno e nell’argilla.
Originari del Huang Shan o monte Giallo, nella provincia cinese d’Anhui, i tè lavorati poggiano sullo stretto legame tra la metamorfosi dell’arte e l’evocazione della natura.
Si tratta di foglie intrecciate tra loro, spesso cucite a mano, ad evocare solitamente la forma di un fiore appena sbocciato (la peonia, detta “regina dei fiori”), o di un bocciolo di loto (emblema di Buddha), o di una gemma, o delle stelle (luogo di soggiorno delle divinità celesti), o delle perle (che, com’è noto, nascono in fondo al mare, nelle conchiglie fecondate dai raggi di luna). Così il tè lavorato diventa il modo più efficace attraverso cui la nostra bevanda si lega alla poesia.
Alla meraviglia delle foglie, che durante l’infusione si dispiegano una ad una come petali, si aggiunge il piacere raro di un tè d’eccezione, il più delle volte verde.
I tè lavorati sono tè preziosi e si preparano direttamente nella tazza con acqua molto calda (circa 85°C), affinché l’infusione (dai 3 ai 5 minuti) possa avvenire a contatto con l’aria.
Se avrete cura di utilizzare una teiera di vetro, potrete concedervi l’incanto di osservare la lenta danza delle foglioline che si schiudono. Vi sentirete percorsi da una sensazione di calma, di pace lenta: come se le cose stessero andando nella direzione giusta.
Tra i tè lavorati più noti vi consiglio:
- il Tai Mu Long Zhu
- lo Xia Zhu Bi Feng
- il Lu Mu Dan Flowery
- il Bo Ta (detto anche Tower Tea per la sua forma somigliante ad una torre)
- lo Jin Shang Tian Hua
- l’Yu Lian Tea
Alcuni di questi si distendono in molte piccole foglie che vanno a depositarsi lentamente sul fondo; talvolta qualche foglia continua tenacemente a galleggiare: secondo la simbologia cinese si tratta delle “foglie dell’omaggio“, le quali galleggiando intendono farsi dono per l’ospite.
Quello lavorato è un tè che ci consente di apprezzare gli infiniti processi di metamorfosi a cui assistiamo ogni giorno, ogni istante, fuori e dentro di noi. È la testimonianza che qualcosa può aprirsi e assumere una forma nuova. Una buona occasione per imparare ad attendere e osservare mentre le cose si modificano.

Tag: fiori di tè, metamorfosi, tè lavorati
Acquista





Per segnalare manifestazioni, corsi ed eventi legati al tè scrivete 
Contattami
RSS Articoli
RSS Commenti
5 dicembre 2006 alle 00:32
poco so del cambiamento ma riesco a scorgerlo ogni volta che la tua calda voce spiazzia e spezza il mio silenzio con una risata…canna al vento…si piega e non si spezza…questo tu sei…fiera e coraggiosa…tivogliobene
Giù
PS: tu comprasti un fiore di tè a milano vero??
5 dicembre 2006 alle 14:10
Finalmente un nuovo post! Bellissima questa storia dei fiori di tè. C’è poesia in come l’hai descritta e nella loro essenza.
Grazie per il suggerimento e per l’invito di un lento e dolce cambiamento verso l’apertura e l’omaggio…
5 dicembre 2006 alle 14:43
la delicatezza del principio della primavera in pieno inverno.
5 dicembre 2006 alle 17:17
Delicatezza gusto e morbidezza contraddistinguono sempre ogni tuo pensiero. Hai scelto in questo post di regalarci informazioni e notizie molto interessanti e lo hai fatto nel tuo solito modo, affascinante. Il filtro attraverso cui osservi le cose mi appassiona e mi emoziona…
Ti leggo ogni sera per chiudere gli occhi con te…Devi essere una donna bellissima.
Sergio
6 dicembre 2006 alle 13:57
succede anche che prima di questo la mano si sia chiusa, il sorriso dimenticato, il cielo molto scuro
anche la saggezza di questa alternanza si dice che arrivi dall’oriente, io non ci credo, è dappertutto, solo in oriente hanno imparato ad ascoltarta
7 dicembre 2006 alle 18:52
Splendido post e bellissima foto. Non avevo mai considerato l’aspetto mistico di questi tè.
Grazie.
Ciao.
Frank
7 dicembre 2006 alle 23:14
@Giusy
Anche attraverso il tuo silenzio ho imparato a diventare canna al vento.
Tivogliobene anch’io e sì, comprai un fiore di tè a Milano quando eravamo insieme. Ne conservo ancora uno dei tre.
@diLumeriflesso
Ti ringrazio: c’è poesia soprattutto nella loro essenza.
@Sergio
Il tuo commento è una sorpresa, mi stupisce e mi imbarazza anche un po’.
Ti ringrazio: è bello sapere che non mi addormento da sola.
@jakartacafe
Credo non sia possibile dimenticare il sorriso. Probabilmente possiamo tralasciare il piacere che ne scaturisce, ma mai per troppo tempo.
@Frank
Mi piace che tu sappia dedicare sempre la giusta attenzione anche alle immagini. Grazie caro Frank.
8 dicembre 2006 alle 12:46
Rivelazione.
La nuova età è una rivoluzione.
Passo di qui per lasciarti un saluto, è un abitudine che coltivo da tempo, che non voglio perdere.
Ti abbraccio.
8 dicembre 2006 alle 20:15
mi piace tantissimo vedere la nuvola di tè che si forma nell’acqua… come un sorriso che nasce
9 dicembre 2006 alle 14:52
Oh sìììì, carissima Acilia…splendido tutto…il post e l’immagine che hai scelto….adoro questi tuoi inviti alla riflessione, ad abbandonarci ai tempi lunghi delle ragioni del cuore che ci riempiono di senso la vita, proprio come un sorso di te di cui assaporare appieno e il gusto e la segreta essenza.
un bacio affettuoso
Stefano
9 dicembre 2006 alle 17:59
La pianta del tè è una canzone di Fossati tra le mie preferite.
Non so cosa ci azzecca ^^
Ciao
Giu
9 dicembre 2006 alle 18:10
Che bella descrizione!
Come è vero che dove la passione regna tutto quel che nè toccato raccoglie e distribuisce fascino e mistero.
Sono una scarsa bevitrice di thé e ancor meno intenditrice, se talvolta ne bevo è grazie a qualche invito. Di solito mi piace bere del thé blando senza zucchero, se lo avverto molto duro al gusto preferisco aggiungere qualche goccia di latte.
Ciò che è certo invece è che non ho mai osservato il rinvenire delle foglioline di thé!
Leggendoti ho subìto il fascino della descrizione. Credo che d’ora in avanti vi presterò molta, molta attenzione!
Grazie,
fior
P.S. Spero per te che oggi il tuo stato di salute sia molto migliorato! A rileggerti.
9 dicembre 2006 alle 18:31
@ooohopla
Caro professore, che piacere.
Ricambio il bacio affettuoso
@asended
Un giorno mi racconterai tu delle nuvole di tè che studi e analizzi. Sono curiosa.
@fiordibrughiera

Ben arrivata, ti ringrazio.
Se ti piace bere il tè senza zucchero sei già una intenditrice
Il mio stato di salute è in netta ripresa al momento, sei gentile.
A presto (e grazie per il link)
10 dicembre 2006 alle 12:51
Ciao Acilia, sento gli aromi che tu descrivi… che magia! Vieni a trovarmi, avrei una piccola richiesta da soddisfare! a prestissimo e grazie
Venere
10 dicembre 2006 alle 19:46
Complimenti Alicia, il tuo sito è armoniosa fragranza per il mio spirito.
Riesco ad assaporare gli equilibrati aromi di una reale consapevolezza. Con sincera stima e simpatia Marco
11 dicembre 2006 alle 22:42
Ah, complimenti per l’addobbo natalizio! Tiavvali di geni della grafica, brava. Magari se avvertivi… evitavo st’angoscia.
DD ciao Pilla, SERENE feste!!!
12 dicembre 2006 alle 00:20
@Venere
Fatto. Mi auguro di aver saputo soddisfare pienamente la tua richiesta. Ti ringrazio per aver chiesto la mia consulenza
@Tuaregh
Grazie e ben venuto.
Mi piace l’uso che fai delle parole: gli aggettivi e i sostantivi sembrano scelti in maniera puntuale e precisa e il tuo pensiero arriva diretto e veloce. Efficace.
Per la stima forse è ancora presto ma ti ringrazio per la simpatia.
@NYBRAS

Ero FIDUCIOSA nei confronti dei geni della grafica ma, ahimè, alla fine ho dovuto mettere mano al mio buon gusto e fare tutto da sola
Ciao pollo, ti voglio bene e ti ringrazio per tutto quello che sai (e per tutto quello che non sai).
12 dicembre 2006 alle 00:32
Cara Acilia, so che sei una lettrice silenziosa ma presente… e so che non è stato un periodo facile per te.
Non misuriamo l’affetto e la vicinanza degli amici dai commenti.. Ma la sensazione di avervi vicino è presente.. sempre.
ANche per me è stato un periodo difficicile, lavorativamente parlando. Speriamo che passi.
per ora ti abbraccio forte!
Sandra
12 dicembre 2006 alle 02:48
Non bevo té ai fiori…..prerogativa quasi esclusivamente pechinese, sai la storia di come è nato il té ai fiori?
da un paio di anni bevo solo té proveniente da Wuyi shan (Fujian), Tieguanyin, ye lu cha, da hong pao. Se hai la possibilià provali…..superlativi:) oggi mi arriva il mio nuovo tavolinetto ottagonale per preparare il té….assaporo il momento da quando mi sono alzato. ciao Giacomo (Pechino)…….forse siamo colleghi?
13 dicembre 2006 alle 11:18
voglio anche io.. :’)
13 dicembre 2006 alle 12:03
Che bel posto ho trovato! qui tutto invita alla calma e al tempo per pensare. Mi piace molto!
Pensa che proprio stamattina, una ragazza che non conosco mi ha mandato dall’Inghilterra due scatole di tè… E’ un regalo davvero splendido, eh!
ciao
13 dicembre 2006 alle 16:20
@Sandra

Sandra cara, inizio a pensare che non esistano periodi facili per persone difficili
Non ho l’abitudine di misurare l’affetto, mi limito ad accoglierlo.
Ricambio l’abbraccio e ti auguro che le cose cambino presto: qualcuno dice che cambierà stagione e ci saranno rose nuove.
@GDA71

Lieta di essere arrivata fino a Pechino
Il tavolinetto ottagonale manca persino a me. Tocca che lo fotografi e ce lo fai vedere, siamo curiosi.
(colleghi?!…)
@beatrice1973
Ti ringrazio molto.
Hai colto pienamente una parte importante dello spirito di questo blog: l’invito. A sedersi, a sentirsi, a lasciarsi andare, a desiderare, a dimenticare.
E’ tempo di regali, me lo hai ricordato, ma al tè dell’Inghilterra preferisco nettamente quello della Cina e dell’India: provare per credere.
14 dicembre 2006 alle 00:52
Ciao Acilia,
Quello che scrivi è oggettivamente bello, da parte mia lo considero delizioso.
Oggi con le tue parole e con le tue immagini, hai reso la mia notte migliore. Ti ringrazio.
Baci,
xatstilo.
17 dicembre 2006 alle 11:03
Il tavolino è sul mio ultimo post:)….è bellissimo…da viaggio, lo apri e dentro c’è la teiera, 8 tazzine, il colino, il recipiente per smistare il té, il panno rosso e la pinzetta per servire le tazzine:) che gioia….colleghi:dai tuoi post avevo ipotizzato che potevamo aver fato gli stessi studi orientalistici……Buone Festività:)
18 dicembre 2009 alle 15:58
[...] (Consiglio…la magia della metamorfosi di Acilia) [...]