gio, 21 settembre 2006
Hogen, un insegnante cinese di Zen, viveva tutto solo in un piccolo tempio in campagna.
Un giorno arrivarono quattro monaci girovaghi e gli chiesero se potevano accendere un fuoco nel suo cortile per scaldarsi.
Mentre stavano preparando la legna, Hogen li sentì discutere sulla soggettività e sull’oggettività. Andò loro accanto e disse: «Ecco questa grossa pietra. Secondo voi, è dentro o fuori della vostra mente?».
Uno dei monaci rispose: «Dal punto di vista del Buddhismo, tutto è un’oggettivazione della mente, perciò direi che la pietra è nella mia mente».
«Devi sentirti la testa molto pesante», osservò Hogen «se te ne vai in giro portandoti nella mente una pietra come questa».
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21 settembre 2006 alle 08:14
Chissà quanta altra gente va in giro con la testa così pesante…
Un saluto
21 settembre 2006 alle 09:40
La fisicità di un oggetto è solo l’insieme delle sue caratteristiche, forma, colore, peso…..La vera essenza di ogni cosa penso sia del tutto immateriale.
Frank
P.s.: ma che bella la foto del tuo ‘profilo’
21 settembre 2006 alle 10:02
L’innata capacità umana di complicare anche le questioni più semplici è resa mirabilmente in questa piccola storia zen. Una pietra è una pietra. Saremmo mille volte più sereni se vedessimo le cose per quello che sono realmente; così, semplicemente.
Ps: cvd
21 settembre 2006 alle 11:00
Una delle storie zen più densa di significati. Quante pietre e quanti sassolini tanto più piccoli quanto più acuminati abbiamo dentro?
21 settembre 2006 alle 11:37
In effetti se anche i nomi e le parole e i sorrisi e i volti hanno un peso, un loro volume… beh ecco allora perchè certe volte mi sento la testa pesante. Quanto peserà uno sguardo?
…e un bacio
21 settembre 2006 alle 15:54
Ma se ancora non sappiamo se quello che io indico come “rosso”, e pure per un altro è “rosso”, poi realmente nelle due menti viene visualizzato nello stesso modo?
La parola “rosso” è una convenzione, e tutti la utilizziamo, ma nel mio cervello, ciò che associo alla parola, è realmente uguale a quello che succede nella mente di chiunque altro?
Troppe sicurezze migliorano la vita ma conducono a sbagli… per me la pietra è fuori, ma ognuno ne ha una sua “percezione” dentro – e chissà se è uguale per tutti.
21 settembre 2006 alle 22:09
Appoggiata sulla vita,
ascolti il battito.
e sorridi.
che cosa sia non so.
una ciocca di ricordi
la tua schiena mezza nuda,
potrebbe essere questo.
fragile, forte allo stesso tempo.
come una foglia di tè.
Pablo
21 settembre 2006 alle 22:24
Tutti punti di vista molto interessanti.
Per questo mi piace farvi dono delle storie zen: per stimolarci, incuriosirci, interrogarci.
@Frank
In merito alla nuova foto del profilo, è stata una decisione meditata a lungo.
Scrivo per voi da quasi un anno ormai e cercavo un gesto, una piccola cosa, che potesse testimoniarvi la fiducia e l’affetto che nutro da tempo nei vostri confronti.
Se vi piace sono anche più contenta
@Pablo
E’ bellissima Pablo. Ti ringrazio.
22 settembre 2006 alle 11:08
nel frattempo mentre si discorre io io accendo il fuoco e ascoltando…
22 settembre 2006 alle 11:48
be c’è chi in testa ha solo delle pigne!
23 settembre 2006 alle 18:36
Eheheh!
C’è sempre qualcuno che crede di avere la soluzione a portata di mano, limitandosi ad una pedissequa lettura di ciò che è scritto.
Spesso invece, la verità è molto più evidente, ma per poterla afferrare occorrono due virtù: semplicità e buonsenso.
Sempre più rare, sempre meno ricercate.
Un abbraccio per te, che mi sorprendi sempre.
24 settembre 2006 alle 02:17
Ci sono pietre pesanti e bellissime e ci sono pietre leggere, tanto leggere da galleggiare sull’acqua (le pomici)
26 settembre 2006 alle 15:38
ilbaronetto> ehm meglio le pietre……….
27 settembre 2006 alle 00:11
molto divertente.
)
xatstilo
27 settembre 2006 alle 00:29
@xatstilo
Lieta di sapere che la cosa ti diverta. Saresti così gentile da illustrare anche a noi l’aspetto spiritoso, in modo che possiamo ridere tutti con te?
27 settembre 2006 alle 13:55
La vita é prima di tutto esperienza. Certi concetti vanno vissuti, non capiti con la mera ragione.
Bellissimo blog, davvero!!!
27 settembre 2006 alle 16:52
di solito il mio senso dell’umorismo, non riscuote molti consensi, ad esempio a me ,fanno sorridere le frasi di esempio delle grammatiche in genere.
Sorrido anche leggendo Cioran, nei suoi Sillogismi e talvolta mi divertono persino gli Haiku di Illuminazione .
Perciò si capisce che io trovi divertente il gioco del maestro, e non in fondo, la battuta finale ,del tutto logica.
Il tuo Blog ,mi piace.
Amo il the e l’ oriente.
E amo leggere letteratura e filosofia orientale.
Sei stata gentile a rispondermi, spero che tu trovi la mia spiegazione soddisfacente.
baci
xatstilo
2 ottobre 2006 alle 22:49
Quel guardare, dei bambini.
Indelebile.
Un sorriso
D.