lun, 27 marzo 2006
Ancora oggi il tea time viene comunemente consumato.
Si tratta di quel rito, nato in epoca vittoriana, che aveva lo scopo di soddisfare quel languore tipico del pomeriggio e di caratterizzare anche un’occasione mondana.
Leader del tea time nel Vecchio Continente sono gli inglesi, che vantano non solo l’importazione delle foglie aromatiche sin dal XVIII secolo, ma anche l’apertura del primo locale specializzato in tè, biscotti e torte: ed era l’anno 1706.
In Italia, la dolce abitudine delle “cinque”, sebbene non molto diffusa, ha risentito purtroppo dei nuovi ritmi di vita accelerati ed è stata quasi del tutto abbandonata per mancanza di tempo.
Ma non a casa mia.
A casa mia, riscoprire il significato del rito del tè, in senso occidentale oppure orientale, è un’occasione per provare a ritrovare me stessa, prendermi cura degli altri, riassaporare sensazioni dimenticate, evocate magari dal sapore casalingo di alcuni dolci genuini.
Del resto, anche Proust, nel suo La ricerca del tempo perduto, affida a una madeleine inzuppata nel tè il recupero di un piacevole ricordo: «Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me…».
Il mio piacevole ricordo oggi è riposto in questo delicatissimo pan dolce.
Vi stupirà, perché ha un impatto molto discreto con il vostro palato, quasi timido, un gusto deciso, e un retrogusto persistente che lascia un lieve pizzicore sull’estremità della vostra lingua. Quasi a volervi fare il solletico.
Potrete abbinarlo ad un tè altrettanto speziato, se vi piace raffozzarne il gusto. Oppure contrastarlo con un tè dolce, se preferite riconquistarlo ad ogni morso.
Ingredienti (per 8 persone)
• 250 g di farina
• 200 g di cioccolato fondente
• 200 g di miele
• 60 g di zucchero a velo
• 2 bicchieri di latte
• 3 tuorli
• 1/2 bustina di lievito
• 1 cucchiaino di cannella
• 1 cucchiaino di zenzero
• 1 cucchiaino di pepe bianco
• bicarbonato
• sale
In una casseruola versate il latte, il miele, lo zucchero, un pizzico di sale e tutte le spezie, e cuocete a fiamma bassa.
Montate i tuorli e uniteli al composto mescolando con un cucchiaio di legno, aggiungete la farina setacciata insieme a un cucchiaino di bicarbonato e al lievito poco alla volta.
In un pentolino sciogliete il cioccolato a bagnomaria e unitelo al composto continuando a mescolare.
Ungete e infarinate uno stampo rettangolare da plum cake, versatevi il composto, coprite con carta d’alluminio e cuocete in forno già caldo a 180° per un’ora circa.
Lasciate poi raffreddare e sformate.
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27 marzo 2006 alle 19:59
Il passo da questo pan dolce al matrimonio potrebbe essere brevissimo.
27 marzo 2006 alle 22:48
a proposito di matrimoni…
anche qui si é persa l’abitudine delle “cinque”. quando vai a casa di un inglese la prima cosa che ti chiede é “would you like a cup of tea?”, a qualsiasi ora, in qualsiasi giorno della settimana, qualsiasi stagione, anche a ferragosto!
)
l’idea di andare a prendere un té a casa di qualcuno poi, assume significati diversi a seconda che si vada da una signora anziana o non piú giovincella, che se si va in una famiglia piú giovane.
la famiglia giovane accompagna il té ad una specie di pranzo composto da formaggi, crackers e dessert.
la signora ti fa il té a volte accompagnato dai biscottini ma spesso no.
non sono solita trascorrere le mie giornate nei salotti inglesi, ma questo é quello che mi é capitato nel corso degli anni.
per quanto mi riguarda il té verde lo bevo a qualsiasi ora.
il pandolce é bellissimo, ma tu di piú
baciotti!
fdz
27 marzo 2006 alle 23:46
spettacolare prenderree il the la domenica pomeriggio con le amiche… chiacchere sulla settimana passata impegnate in faccende che ci separano per anche lunghi periodi… ma con il the della domeni a ricongiungere avvenimenti e pensieri…
wow
giulia
27 marzo 2006 alle 23:49
Penso di usare una mano per reggere la fetta che gusterò con il tè e l’altra mano (non appena possibile) per tenere altra fetta dell’invitantissimo pan dolce coperta di freschissima panna, ti sembra esagerato??
)) ( i tavagliolini bianchi mi hanno, liberamente, ispirata. brava brava
Vinaigrette
28 marzo 2006 alle 02:08
Tutti ingredienti che adoro, soprattutto cioccolato e zenzero.
Un grande bacio dal nord…che arrivi con il vento caldo della tua terra a sfiorarti la guancia :*
E.
28 marzo 2006 alle 09:58
mi ricorda un tè delle cinque con te!;)
posso fare una postilla?
si raccomanda di accompagnare questo meraviglioso dolce, cucinato da una meravigliosa persona, con un velo di marmellata alle arance amare fdz, preparata da un’altra meravagliosa persona…non potete che rimanere meravigliati!
28 marzo 2006 alle 10:43
@CavaliereInesistente
Passa a ritirare il bigliettino con il numeretto
@Fiordizucca
Mi piace poter avere riscontro di ciò che scrivo nell’esperienza reale di chi mi legge, grazie meringhetta.
(e tu sei più bella di me e il pan dolce messi insieme!)
@giulia

Ben venuta
Come darti torto: il tè ricongiunge profondamente. Non potevi scegliere termine migliore.
@Vinaigrette

No no, non mi sembra affatto esagerato: mi sembra lussurioso
Ma anche con un velo leggero di marmellata non è affatto male (e il gelato?!)
@Elisa
In effetti ho pensato anche a te, quando l’ho preparato. Ricordo quel lieve solletico dello zenzero candito che abbiamo assaggiato insieme.
Ricambio il bacio, dal Sud, che arrivi con il sole caldo a riscaldarti la fronte
@Zora
Grazie per la ‘meravigliosa persona’, cara. La marmellata fdz purtroppo non può essere beneficio di tutti! Ma è vero, è stato un sodalizio irripetibile.
28 marzo 2006 alle 13:30
Il tuo blog ha un buon sapore…
baci di vaniglia e pioggia leggera
28 marzo 2006 alle 13:45
Sono capitata qui linkando da un altro blog e …..che sorpresa….e che aroma…..che sensazioni…..

La ricetta del dolce la prendo, le tue parole anche e…..mmmhhhh, non vedo l’ora di arrivare a casa e mettere il bollitore sul gas….
….Poi ritorno….
Ciao per ora.
28 marzo 2006 alle 14:17
Spesso sono una lettrice silenziosa del tuo blog, ma questo pan dolce appena l’ho visto ho deciso di farlo e devo dire che e’ buonissimo… Non ho aspettato la merenda perche’ sono troppo golosa e l’ ho abbinato ad un the nero al miele e cannella e sono davvero rapita dal risultato. Ciao, kja.
28 marzo 2006 alle 14:23
ottima ricetta da provare sicuramente, con marmellata, panna, cioccolata, etc etc etc!
28 marzo 2006 alle 20:28
@stella74
Ti ringrazio molto.
Ricambio con baci di garofano e vento tiepido.
@orizzonti
Che bello rivedere gente di bloggers.it, mi ricordate il mio primo blog.
Ben venuta. Ti aspetto allora: sono curiosa di sapere quale tè hai preparato una volta arrivata a casa.
@Kja
Peccato tu scelga di essere spesso silenziosa, mi piace quello che scrivi.
Ottimo abbinamento, hai scelto un tè dolce.
Sono molto contenta ti sia piaciuto il pan dolce: mi piace l’idea di entrare così nelle vostre case e passare del tempo insieme a voi.
@FrancescaV

Sì, sì, etc. etc. etc!
(ora che ci penso mi è venuta in mente anche la crema pasticcera e la crema chantilly)
29 marzo 2006 alle 10:11
Sì, mi piace proprio, poi basta che ci sia la cannella è tutto delizioso!
) Mi sa che lo preparerò questo weekend come dolce per un compleanno… grazie dell’idea!
Un bacio anche a te, cara Acilia, sempre carina…
29 marzo 2006 alle 10:31
All’inizio credevo che il fatto di essere conosciuta come ‘La Regina del Tè’ implicasse solo una tua eccelsa conoscenza di questa bevanda ma, oltre, a questo, scopro ad ogni tuo post, che la tua ‘regalità’ è molto più profonda
Grazie.
Baci
Frank
29 marzo 2006 alle 12:48
Che bello! Hai cambiato un’impostazione sul tuo blog e ora posso scriverti anche da qui!!

Te lo dico subito: il pan dolce speziato al cioccolato è per me irrrrresistibile, quindi lasciamene una fetta, mi raccomando!
P.s. se hai dimenticato di vedere l’eclissi (è finito da poco), puoi rifarti sul mio blog, anche se lì ha un altro significato
Rob
29 marzo 2006 alle 17:02
attendo un pomeriggio libero.. poi vediamo.. saluti
29 marzo 2006 alle 21:29
@ilbaronetto

Compleanno di chi?!
Tanti cari auguri, allora.
@Frank
Sei sempre troppo gentile. Non riesco a far altro che ringraziarti.
Una regalità profonda: mi piace.
@Rob

A dire il vero non ho cambiato alcuna impostazione (almeno non consapevolmente!), però se tutto si è sistemato, tanto meglio
Ti lascio una fetta del pan dolce sul comodino, con un bicchiere di latte tiepido con miele. Farai sogni più dolci stanotte.
@peterparker999
Saluti anche a te…
30 marzo 2006 alle 11:55
Arrivo solo ora, mi sa che mi toccherà raccogliere le briciole…in effetti è un abbinamento che ispira, anche se sulla qualità e quantità delle dolcezze di casa tua ci si potrebbe mettere una mano sul fuoco….
Un abbraccio
30 marzo 2006 alle 15:33
mmm…sembra squisito!
Il “tea time” non manca nemmeno nelle mie giornate. E mi capita spesso di prenderlo liscio così, senza nulla da inzupparci.
Spesso non sono proprio proprio le 5, ma è assolutamente un rito che devo compiere per staccare corpo e mente dallo stress del lavoro!
30 marzo 2006 alle 20:11
Tea time.
Un modo straordinario per dedicare un po’ di tempo a noi stessi ed occuparci di fragranze, spezie, briciole dolci sparse ovunque.
Proust ha scritto pagine memorabili su questo.
Un abbraccio.
30 marzo 2006 alle 20:13
Ehi!
Quasi dimenticavo….ma quando si assaggia ’sto dolce???
31 marzo 2006 alle 09:54
uhhh che nello e che buono sicuramente e anche la foto è meravigliosa!!
lucia
31 marzo 2006 alle 10:32
@Masso57
Occhio, non vorrei ti bruciassi
@gongolo70
Non è mica colpa mia se sei arrivato in ritardo!
@lucia
Ti ringrazio cara
31 marzo 2006 alle 15:57
….ciao…
ottimo,….
ma c’è ne ancora un pezzetto ?????
ciao
fil
31 marzo 2006 alle 18:51
ho idea che sia davvero buonissimo
31 marzo 2006 alle 22:22
@Filemazio
Ho capito va: ne facciamo un altro!
@Yzma
Lo è davvero: ho i testimoni
31 marzo 2006 alle 23:20
Ottimo…lo preparerò. A proposito di tè…ho comprato due nuove qualità della Twinings, il Prince of Wales e il Lady grey tea.
Devo ancora provarli…cosa ne dici?
31 marzo 2006 alle 23:21
nei giorni passati potevo vedere il tuo blog ma non riuscivo ad inserire un saluto. Oggi va meglio!
Ottimo il pan dolce, e perfetto per il tè. Grazie della visita, ti ho risposto su peso piuma.
A presto!
rosso fragola
1 aprile 2006 alle 00:03
Ciao Acilia, forte il tuo blog! Anch’io adoro il té e cerco sempre nuovi gusti. Quello che mi piace di più comunque è l’Earl Grey col latte e lo zucchero. Troppo banale?
1 aprile 2006 alle 10:23
però! ne ho quasi sentito il sapore.
un saluto profumato
1 aprile 2006 alle 11:18
Che buonoooo…
Voglio provarlo, grazie per la ricetta.
Un bacio
1 aprile 2006 alle 12:14
@carlitos_rojos
Dico che la Twinings firma i migliori tè che si possono trovare nella grande distribuzione. (lo hai comprato in foglie o bustine?)
Pensa, quest’anno questa compagnia londinese compie 300 anni.
Che dire, il Prince of Wales è una miscela di tè nero, proveniente dalla Cina, e credo sia costituita da Keemun e un assaggio di Oolong. E’ un tè deciso e ha un bel colore ambrato: si presta ad ogni occasione.
Il Lady grey è invece un tè aromatizzato; se non ricordo male dovrebbero esserci arancia, bergamotto, fiordaliso e limone. Ha un gusto molto pulito, è una miscela rinfrescante.
Hai fatto una buona scelta
@rosso fragola
A presto!
@rodocrosite

“Banale” non credo sia un aggettivo che si addice al gusto. Ciascuno è personale e rispettabile
L’Earl Grey è un buon tè, a mio parere, (e in merito alla Twinings vale quello che ho scritto qualche riga prima per carlitos_rojos): ha un vago sapore d’oriente e il bergamotto gli dona un accento mediterraneo. Piace anche a me, in foglia, penso abbia un gusto difficilmente confondibile.
In più, non è stucchevole e ha sentore e retrogusto che cambiano, a seconda che si gusti caldo o freddo.
@zud

E’ il potere straordinariamente evocativo del cioccolato
Un saluto speziato.
@Etain
Figurati. Fammi sapere cosa ne è venuto fuori
1 aprile 2006 alle 15:57
Carissima Acilia,
Che meraviglia!!!!!!!! La tua citazione proustiana è talmente ricca di suggestioni…Sai?!?, io sono un entusiasta lettore della Recherche. Anzi quella pagina che citi tu stessa e che è centrale nell’impalcatura dell’intera, difficile opera proustiana dimostra poeticamente (e dunque nell’unico modo forse in cui a noi esseri umani è dato veramente di intuire una verità) che l’esercizio della memoria salvifica passa attraverso il gusto e tutti gli altri sensi.
Io questa settimana sono stato molto impegnato nel convegno di storia, di cui forse ti avevo già scritto, ma è andato tutto bene. Domani invece vado a Cremona per accompagnare due miei studenti ad un Certamen di Latino, ma lunedì in serata sarò già di ritorno.
È sempre una piacevolissima sorpresa venirti a trovare e leggerti…grazieeeee!!!!
Naturalmente proverò la ricetta…!!!!!!!!
Abbracci e baci
2 aprile 2006 alle 05:36
Da provare! Peccato che sono in partenza, altrimenti mi metterei subito ai fornelli (o è il caso di dire al forno)! Ma al mio ritorno…
Venere
2 aprile 2006 alle 11:20
@ooohopla
Caro il mio professore preferito, l’esercizio della memoria salvifica passa attraverso il gusto e tutti gli altri sensi: terrò a mente.
E’ sempre una piacevole sorpresa anche ricevere i tuoi commenti; sai, mi trasmetti positività e serenità. Non so bene perché.
Fammi sapere se ti sarà piaciuto il pan dolce
@Venere
Ho sbirciato velocemente il tuo blog e mi pare di aver intuito il luogo verso cui sei diretta: ti vedremo davvero su Rai1?!
2 aprile 2006 alle 16:22
Carissima,
Passo a trovarti…!!! Niente Cremona e fortunatamente un collega mi sta sostituendo, perché mia madre, uscendo da sola, è inciampata e cadendo si è fatta molto male al naso e alle ginocchia e ora io la devo accudire, coccolandomela un po’!!
Buona giornata!!!
11 aprile 2006 alle 15:36
Sono tornata a vedere la ricetta… ebbene sì, su raiuno, un’esperienza divertente…
Venere
11 aprile 2006 alle 16:38
@Venere
Ti ho vista e seguita con entusiasmo: sei stata bravissima
13 aprile 2006 alle 15:04
Ciaoooo! Ieri ho tentao l’esecuzione della ricetta, ma forse ho sbagliato un po’ le dosi del latte: probabilmente i miei bicchieri sono un po’ troppo grandi e mi è venuto liquidino, quindi alla fine non si cuoceva mai ed è risultato un po’ “penzo”, ma il sapore… L’ho finito oggi per pranzo! Mi puoi dare qualche dritta?
Mò ti linko, devo sempre passare da rovino per venirti a trovare…
Grazie per la visione!
13 aprile 2006 alle 23:35
@Venere

Io come unità di misura ho usato il bicchiere di plastica e, in effetti, credo sia un po’ più piccolo di quelli di vetro
Riprova così, e non riempirli fino al bordo.
Grazie a te per il link (e fammi sapere!).