mar, 21 marzo 2006
Questa parola pacchiana con nome preminente.
Questa vecchia signora vestita di fiori e toppe verdi, un po’ contadinotta. Non capisco perché risvegli tanto entusiasmo, tanta passione, quando ogni anno fa il suo passaggio sulla terra.
A cosa si devono tutti questi festeggiamenti, tanto entusiasmo e tanta allegria per il suo arrivo, quando le sue visite sono trucchi di magia di una mezzana vecchia e furba che crea miraggi aumentando il battito della vita?
Tutti gli animali vanno in calore e arrossiscono al suo arrivo: un gran casino.
Tutte le femmine si sentono nello stesso modo: e così l’orgia è servita.
Le femmine si ritrovano impregnate d’amore.
E i maschietti? Dopo tutto quel casino, a lavorare. A difendere la loro femmina, l’onore. Fino all’anno prossimo, e se è necessario fino all’eternità.
Quando passa il calore e la terra si raffredda, quando rallenta il battito della vita, se ne va la signora in visita, lasciandosi dietro un enorme parto di piacere e dolore, di pianto e risa: il frutto della vita.
Però non impara mai la vita, ingenua. Inciampa sempre sullo stesso sasso.
Maschi e femmine torneranno a inebriarsi quando l’anno venturo tornerà a ipnotizzarli e a mettere in piedi la sua orgia, la contadinotta.
E diranno tutti e tutte con smisurato tripudio: ma che bella, la primavera.

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21 marzo 2006 alle 09:35
Ma che bella, la primavera! (se almeno arrivasse davvero)
Vinaigrette
21 marzo 2006 alle 10:09
Che bell’angoletto fiorito che hai
Viene voglia di sedercivisi (!?) appunto per una tazza di tè!
o no?
Per noi umani, la primavera dura tutto l’anno!
Poveri noi
Ciao.
Frank
21 marzo 2006 alle 10:40
a me invece mette tristezza che quasi più nessuno nelle nostre città si accorge delle stagioni che passano, se non con le nuove collezioni che appaiono nelle vetrine.
(spring flush!)
21 marzo 2006 alle 12:17
oggi e’ primavera… e non cambia assolutamente niente..
21 marzo 2006 alle 12:57
Niente di pacchiano nella parola primavera. Assoltuamente in disaccordo. E anche su molto altro.
Un bacio
21 marzo 2006 alle 13:23
però che idea un blog di questo genere! interessante davvero
saluti
mel
21 marzo 2006 alle 13:37
“in risposta a Nepla”
è una poesia…simboli e parole danno vita ad immagini, a frammenti di vita..non penso che la questione sia essere o non esser d’accordo… per l’autore la primavera è pacchiana, una contadinotta…uno stravolgimento di sensi…non capita a volte di esser sopraffatti da venti inebrianti che lasciano irretiti e inebetiti? e in quei momenti quanti di noi si soffermano a riflettere, quanti riescono ad esprimere opinioni in merito? il punto è che a volte non è necessario…a volte basta vivere o lasciarsi attraversare..
21 marzo 2006 alle 13:38
ops..scusa..non mi son firmata…
goccianera
21 marzo 2006 alle 13:48
@Vinaigrette
Il gioco è esattamente quello: la primavera è un’altalena di illusioni. Non arriva mai davvero e mai davvero se ne va.
@Frank
Mi piacciono gli angoletti.
Accomodati pure
@waki
Nelle nostre città quasi più nessuno si accorge di molte cose.
@Neplan

Non è mai un bene decontestualizzare le osservazioni. E non è mai un bene non argomentarle
Ad ogni modo, mi stupisce che sia proprio tu a scrivere un commento simile: conosci la ragione della vena dolorosa e amara che serpeggia tra queste righe. Sai perché è così dissacrante.
Troppo semplice, essere in disaccordo. E’ come se qualcuno contestasse la scelta del soggetto di un tuo dipinto.
@mel
Grazie
@goccianera
Concordo, forse a volte non è necessario.
21 marzo 2006 alle 17:11
Qui da me più che alla primavera si inneggia a Proserpina ed al suo ritorno sulla terra. In fondo siamo rimasti un poco pagani.
21 marzo 2006 alle 21:08
E’ seccante poterti scrivere solo la sera, quando ormai stai già pensando al prossimo post.
D’altronde non ci posso fare nulla, al lavoro non posso accedere ai commenti, e solo con splinder!
Vai a capirci qualcosa.
Comunque la primavera non fa lo stesso effetto a tutti, più volte mi è stato detto dalle rappresentanti dell’altra metà del mondo ( ma forse oggi dovrei dire 1/3…) che la primavera non gli smuoveva affatto i sensi, anzi gli dava una notevole sonnolenza. Che dire…
Rob
22 marzo 2006 alle 12:01
ma come si fa a rimanere indifferenti al suo passaggio? il clima, i colori, i profumi!
io non vedo l’ora di potere vedere angoli fioriti come quelli nella foto!
22 marzo 2006 alle 20:42
Non so da voi, ma dalle mie parti la primavera ha dato un timido annuncio ieri mattina, poi brutto tempo e sta piovendo ancora adesso, alle 20.40.
Difficile sentirne gli effetti, mi sa che devo aspettare pazientemente…
Rob
22 marzo 2006 alle 22:20
@cinciarella
Lo so, mi rendo conto che non è semplice comprendere questa poesia.
Vedi, a scriverla è stato un uomo che ha speso trent’anni a guardare il mondo dal basso. Dal letto.
Ramón Sampedro era un tetraplegico: Amenabar ne ha raccontato la storia in un meraviglioso film, ‘Mare dentro’. Si definiva un corpo morto con una testa viva.
Non credo, quindi, che la sua sia stata indifferenza nei confronti del passaggio della primavera.
Ho scelto di dare il benvenuto a questa stagione, che personalmente trovo bellissima, in un modo un po’ insolito, è vero. E forse non tutti hanno potuto comprenderlo e condividerlo. Ma mi piaceva l’idea di poter dare voce alla rabbia di un uomo la cui storia mi ha rapita profondamente.
@Rob

E’ bello vedere che passi spesso da ‘casa mia’
Qui non c’è stato alcun annuncio, né timido, né sfacciato.
E conoscendo questa terra, temo bisognerà attendere ancora a lungo…
23 marzo 2006 alle 09:07
“Primavera.
Guardo il filo d’erba nascente.
Il mondo non è ancora finito di fare”
(C.Sbarbaro)
23 marzo 2006 alle 15:03
Un saluto profumato e una margherita per te, cara Acilia!
)
23 marzo 2006 alle 22:58
Adoro la primavera. Sorrido di più, sono più attiva, dormo meglio. Sì, è decisamente la mia stagione.
23 marzo 2006 alle 23:55
@Masso57
Molto bella.
@ilbaronetto
Grazie caro. Apprezzo la scelta della margherita: è uno dei pochi fiori che preferisco
@Songlian
Magari bastasse la primavera, a farmi sorridere di più. E a farmi dormire meglio.
24 marzo 2006 alle 09:48
Ho toppato con gli auguri dell’8 marzo, adesso sono felice di aver azzeccato almeno la scelta della margherita!
)
31 marzo 2006 alle 18:50
bello