gio, 9 marzo 2006
Il maestro del tempio Kennin era Mokurai, Tuono Silenzioso. Aveva un piccolo protetto, un certo Toyo, un ragazzo appena dodicenne.
Toyo vedeva che i discepoli più grandi andavano ogni mattina e ogni sera nella stanza del maestro per essere istruiti nel Sanzen o per avere privatamente qualche consiglio, e che il maestro dava loro dei koan per fermare le divagazioni della mente.
Anche Toyo voleva fare il Sanzen.
«Aspetta un poco» disse Mokurai. «Sei troppo giovane».
Ma il piccolo insisteva e l’insegnante finì con l’acconsentire.
Quella sera, all’ora giusta, il piccolo Toyo si presentò alla porta della stanza Sanzen di Mokurai. Batté il gong per annunciarsi, fece tre rispettosi inchini prima di entrare, poi andò a sedersi in riguardoso silenzio davanti al maestro.
«Tu puoi sentire il suono di due mani quando battono l’una contro l’altra» disse Mokurai. «Ora mostrami il suono di una sola mano».
Toyo fece un inchino e se ne andò nella sua stanza per riflettere su questo problema. Dalla sua finestra poteva sentire la musica delle geishe. «Ah, ho capito!» proruppe.
La sera dopo, quando il suo insegnante gli chiese di illustrargli il suono di una sola mano, Toyo cominciò a suonare la musica delle geishe.
«No, no» disse Mokurai. «Questo non serve. Questo non è il suono di una sola mano. Non hai capito niente».
Temendo che quella musica potesse disturbarlo, Toyo si trasferì in un luogo tranquillo. Riprese a meditare. «Quale può essere il suono di una sola mano?». Per caso sentì gocciolare dell’acqua. «Stavolta ci sono» si figurò Toyo.
Quando tornò davanti al suo insegnante, Toyo imitò il gocciolare dell’acqua. «Che cos’è?» disse Mokurai. «Questo è il suono dell’acqua che gocciola, non il suono di una sola mano. Prova ancora».
Invano Toyo meditava per sentire il suono di una sola mano. Sentì il respiro del vento. Ma quel suono venne respinto.
Sentì il grido di un gufo. Anche questo venne rifiutato.
Nemmeno le locuste erano il suono di una sola mano.
Più di dieci volte Toyo andò da Mokurai con suoni diversi. Erano tutti sbagliati. Per quasi un anno si domandò quale potesse essere il suono di una sola mano.
Finalmente il piccolo Toyo entrò nella vera meditazione e superò tutti i suoni. «Non potevo mettere insieme nient’altro,» spiegò più tardi «così ho raggiunto il suono senza suono».
Toyo aveva realizzato il suono di una sola mano.
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9 marzo 2006 alle 14:38
il tè senza foglie?
9 marzo 2006 alle 16:31
moku cha!
9 marzo 2006 alle 18:56
un piccolo capolavoro,
il tuo
Pa’
10 marzo 2006 alle 16:58
Mediterò anch’io su questa cosa.
11 marzo 2006 alle 20:32
Che bella questa storia.
…l’equlibrio e la tensione, una domanda che mette in folle la mente. Il silenzio trasgredisce, la parola anche. Suono senza suono. Bella!
Sarebbe interessante leggere una storia zen scritta da te.
un saluto
12 marzo 2006 alle 15:04
io so far sounare una sola mano in almeno 5 modi diversi. Che sono, un maestro Zen??? 8°|
12 marzo 2006 alle 20:21
con il tempo che ci ho messo a tornare l’avrei potuto trovare anch’io, il suono di una sola mano
Buona serata cara!
13 marzo 2006 alle 09:22
Sono fuori per qualche giorno: ho pochi minuti a disposizione per leggere i vostri commenti. Il tempo necessario, però, per lasciarvi un saluto e augurarvi un buongiorno. Magari con il suono di una mano sola, sì. Con una carezza.
13 marzo 2006 alle 10:52
Bella.Bella.Bella.
e torna presto, magari…
13 marzo 2006 alle 14:40
Ti aspetto. Buon viaggio
14 marzo 2006 alle 10:41
Bellissima storia, e bella lezione per chi, ingessata ad un braccio da quasi due mesi, cerca, presuntuosamente, di fare tutto (anche i ravioli cacio e pere con salsa di rape rosse) con una mano sola. Ciao e complimenti per il sito.
Vinaigrette
15 marzo 2006 alle 16:01
@Vinaigrette
Ben venuta, sono molto contenta di vederti qui.
Grazie per i complimenti e in bocca al lupo a te per il braccio.
P.S. …Ma la ricetta di questi meravigliosi ravioli si potrebbe mica avere?!
15 marzo 2006 alle 17:25
Ciao! Sto conducendo una ricerca tra i blogger. Passa dal mio blog e rispondi al sondaggio…Grazie!!
16 marzo 2006 alle 13:41
Da te ho trovato il suono del the… y me gusta mucho.
16 marzo 2006 alle 14:06
Bellissimo racconto. Mi entusiasma la filosofia Zen, la trovo molto più efficace di qualunque trattato greco.
16 marzo 2006 alle 23:53
Ho appena postato la ricetta dei ravioli (o tortelli)
http://www.meaculpa.it/node/177.
Ciao, alla prossima
vinaigrette
12 giugno 2008 alle 15:44
shhh… peaceful…
11 giugno 2009 alle 10:56
Ciao a tutti! Sono capitato su questo sito per caso, perchè da un po’ di tempo mi affascina la filosofia/relogione zen. Potreste consigliarmi qualche saggio, qualche lettura per avvicinarmi a questo mondo così affascinante?
Grazie mille!