sab, 4 marzo 2006
È una delle questioni più dibattute, in materia di tè.
Si deve o non si deve, è giusto o sbagliato, da intenditori o da principianti: il tè va bevuto puro o si può ‘miscelarlo’ con limone, latte e zucchero?
Premettendo che ognuno, ovviamente e giustamente, è libero di assecondare i propri gusti o le proprie curiosità, proviamo a tracciare solo alcune linee guida che potrebbero servire ad indicarci la giusta via.
Dunque vediamo: quanto al limone, pratica molto corrente in Europa occidentale, secondo l’opinione dei veri intenditori è totalmente inconcepibile aggiungerne anche solo una fettina o una goccia in una tazza di tè. La ragione è facilmente immaginabile: il limone è un agrume che possiede, oltre alla capacità di trasformare vistosamente il colore del tè, anche la proprietà di snaturarne completamente il sapore (cosa che invece con l’arancio, per esempio, non succede).
Pare quindi che aggiungere del limone ad un delicato tè verde sia un vero e proprio sacrilegio. Probabilmente diventa tollerabile in un tè freddo, per le sue proprietà rinfrescanti e dissetanti.
In merito allo zucchero, i puristi prendono le parti dello scrittore inglese George Orwell, il quale diceva: «Mai zuccherare il tè. Si potrebbe allora anche aggiungere del pepe o del sale. Il tè è naturalmente amaro, come la birra; se lo si zucchera, non è più il tè che si degusta, ma lo zucchero che vi è stato messo; si otterrebbe peraltro una bevanda simile facendo sciogliere della zucchero nell’acqua caldissima».
Io vi dico che, se il desiderio di dolcezza si fa irrefrenabile, un pizzico di zucchero candito bianco, uno dei più neutri, non disonorerà né il vostro infuso, né il vostro palato.
Pare invece che sarebbe una vera infamia in un tè verde dal sapore delicato: a meno che non sia profumato con menta fresca e servito, come avviene nel Maghreb, in un bicchiere.
E il latte?
È una domanda che dovrebbe essere posta solo rispetto ad alcuni tè neri, quelli scuri, naturali e forti. Per un vero amatore, in effetti, il solo pensiero di aggiungere latte ad un tè verde, a un tè affumicato o profumato, è già di per sé un atto ‘criminale’.
Il latte possiede un solo vantaggio, a mio parere: addolcisce i tè troppo forti, a volte amari, in quelle ore in cui le nostre papille richiedono una certa cremosità. Quando l’ho sperimentato a Londra, è stato esattamente così.
Ma si pone allora un’altra domanda: è meglio versare il latte freddo prima o dopo il tè? Ammettetelo, non ve lo siete mai chiesti prima d’ora. In Gran Bretagna, la tradizione esige il milk in first, “prima il latte”, uso originariamente destinato ad evitare che la preziosa porcellana potesse rompersi al contatto con l’infuso bollente; ma alcuni preferiscono versare il latte dopo, in modo da controllare meglio il colore della bevanda.
Infine, non resta che porsi l’ultima domanda cruciale, la stessa che fu posta a Cecil Roth da un cameriere del barone Alfred de Rotschild: «Jersey, Herford o Sorthorn, Sir?».
Si trattava della razza della mucca.
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4 marzo 2006 alle 20:09
Una delle poche cose che ho imparato in un inutile soggiorno in olanda è stata bere il the’ senza niente.. liscio.. e caldissimo..
4 marzo 2006 alle 21:07
concordo con asended. quando ero in italia il té lo prendevo con il limone. qui ho imparato ad aggiungere latte in alcuni casi e a seconda dei tipi di té. in genere evito qualsiasi cosa se bevo té verde, aggiungo latte solo ai té molto speziati
sará che le porcellane moderne sono piú resistenti ormai, non mi é mai capitato che si rompesse niente. ma …touch wood! 
é vero che qui il latte viene prima, io peró lo metto sempre dopo
baci
5 marzo 2006 alle 17:28
Che bellissimo post, cara Acilia…lieve e leggero come un sorso di té, ma, nello stesso tempo, così corposo da arrivare fino al cuore, sai?!? Io allo zucchero nel tè non ho mai rinunciato, ma capisco che con quello verde è poco meno di un’eresia. Ti prometto che d’ora in poi proverò a gustarlo puro…in fondo, è proprio come per il caffè, che i puristi insegnano che deve essere sorseggiato amaro!!
Grazieeeee!!!!!!!!!!!!!!!!
a presto e un bacio
5 marzo 2006 alle 21:10
Latte, grassie
5 marzo 2006 alle 23:02
Secondo me tutto dipende dal tè.

BTW, tempo fa avevo un’amica inglese che se non mi vedeva mettere la quantità giusta di latte nel tè che mi preparava era capace di lanciarmi certi sguardi inquietanti
5 marzo 2006 alle 23:18
amo moltissimo il the, lo bevo con il limone ocon il latte,secondo il the e l’umore, ma ho imparatoa non aggiungere zucchero, semmai ci affogo i biscotti!
rosso fragola
6 marzo 2006 alle 09:46
Per me solo mezzo o 1 cucchiaino di zucchero! Può andar bene il limone (anche se non l’ho mai provato), ma non riesco a pensare di bere il the col latte!
Posso trovare lo zucchero candito in un supermercato qualsiasi?
Buona Settimana, cara!
)
6 marzo 2006 alle 11:27
@asended
…perchè inutile?
@fiordizucca
@ooohopla
Ti ringrazio.
Se vuoi accostarti al tè puro, ti consiglierei di iniziare provando con uno aromatizzato, magari un fruttato. Fammi sapere che ti sembra
@rosso fragola
Ecco, “affogare” qualunque cosa nel tè pare sia un’altra pratica da evitare assolutamente
@ilbaronetto
A dire il vero non l’ho mai notato nei supermercati: l’ho sempre comprato (in bastoncini) presso piccole botteghe del tè. Credo però si possa trovare anche in erboristeria.
Buona settimana anche a te caro
6 marzo 2006 alle 14:17
Se non impari nulla dagli altri, e nulla da te, il tempo che passi e’ inutile… no?
6 marzo 2006 alle 15:27
Questione secolare… Personalmente, liscio, senza nulla di aggiunto, sopratutto se è un tè in foglia…
In bustina sono più flessibile e se ho mal di stomaco il mio unico rimedio è lipton con limone… Ma se sono sana, il lipton nemmeno se mi pagano!
Bel post! Lo mando a un’amica che vorrebbe zuccherare anche il puher d’annata!
Pip
6 marzo 2006 alle 18:34
Il the verde lo bevo rigorosamente senza nulla, anche perchè lo utilizzo molto durante i pasti, come bevanda al posto della semplice acqua o del vino, ma il the del pomeriggio, non riesco a berlo se non è zuccherato e con una fetta di limone. Lo so, non capisco nulla in fatto di the, ma mi piace così.
6 marzo 2006 alle 19:00
oh, sìììììììììì, cara Acilia, il tè aromatizzato mi piace moltissimo e ne prediligo uno alle more che trovo in una drogheria speciale che lo prepara artigianalmente.
E’ sempre un’eresia da incomptenti..?!?
E’ un vero tripudio del gusto..
E mischiarlo con un cucchiaino di miele…?!?
buona serata
7 marzo 2006 alle 02:03
@asended
Ho voluto pensarci un po’, a questa tua affermazione. E provo a risponderti adesso, mentre tutto tace e la notte si lascia addormentare.
Penso che la questione ruoti intorno al termine imparare. Non credo che dagli altri, o da se stessi, si debba necessariamente imparare, perché il tempo risulti utile. In più, forse l’aggettivo utile non è nemmeno quello più giusto per definire il tempo.
Gli altri possono dare, togliere, condividere, trasmettere, stimolare, emozionare: possono, in una parola sola, permetterti di “sentire”, senza per questo dover per forza imparare qualcosa.
Quindi no. Il tempo che passi non è inutile.
@Pip
Ben arrivata.
Se hai problemi di stomaco ti consiglio un infuso un po’ diverso dal tè, ma che ho sperimentato e ho trovato di migliore efficacia: scorza di limone e foglie di alloro. Se decidi che ti incuriosisce ti spiego come si fa
@Senzapiutempo
Brava: gran bella cosa, pasteggiare con un buon tè caldo. Favorisce moltissimo la digestione.
Io lo faccio spesso, soprattutto quando capito al ristorante cinese: lì ne offrono di solito uno verde al gelsomino.
@ooohopla

L’avevo premesso: in fatto di gusti non esistono incompetenti
Credo dipenda molto dal tipo di miele che scegli: io ti consiglierei di utilizzarne uno dal gusto molto fine e delicato, in modo che non interferisca eccessivamente con il sapore del tè. Per esempio quello di acacia, di girasole e di fiori d’arancio.
7 marzo 2006 alle 08:41
Senti, sei mai andata sul blog di Waki? Non prendermi per presuntuosa ma mi sembrate per certi versi due anime affini…
Almeno finché l’affinità è circoscritta in una tazza…
Buona giornata, delicatissima anima!
7 marzo 2006 alle 12:00
Negli ultimi tempi sono umorale: mai latte o limone, mi piace invece una punta di zucchero di canna nell’Earl Gray, mentre il Darjeelin deve restare così com’è.
7 marzo 2006 alle 15:12
Bisogna, non bisogna, si fa, non si fa… Una delle cose che anni fa mi avvicinò al tè è che essendo la bevanda più bevuta al mondo dopo l’acqua, è inevitabile che ogni paese abbia sviluppato una propria tradizione “ortodossa” per bere il tè. Mi piaceva che gli inglesi dibattano se mettere o no il latte e se prima o dopo, quando in India il tè speziato va bollito nel latte e i nordafricani ci mettono un quintale di zucchero. Voglio dire, George Orwell secondo me aveva ragione senza saperlo, nel senso che l’idea di metterci del pepe o del sale non è poi così strampalata (penso alla salsa di soja che alcuni giapponesi mettono nel bancha). Eppure, eppure… eppure fare il tè come dici tu, seguendo i dettami delle differenti tradizioni è sacrosanto per crearsi poi il proprio modo di fare il tè. Bisogna sapere come fare, per decidere se fare o non fare.
7 marzo 2006 alle 17:04
Un dibattito veramente senza fine. Concordo sul fatto che ‘ognuno si beva il suo tè come meglio gli aggrada’. Sono però anche convinto che ci debbano essere delle regole ben precise. Come da noi per il vino. Le regole servono ad apprezzare al meglio le qualità organolettiche di un certo alimento. Ciao.
Frank
8 marzo 2006 alle 09:29
[Off post: Auguri di cuore, carissima Acilia!
) ]
8 marzo 2006 alle 13:42
E il miele?
Non sono una grande esperta di te’…mi sono un po’ documentata nel favoloso negozio di te’ di Milano…niente acqua calcarea, teiere di vario materiale e senza alcuna aggiunta
Allora, quando arrivi? guarda che ti aspetto eh
8 marzo 2006 alle 13:44
Ero Elisa, non mi sono loggata
8 marzo 2006 alle 15:06
@mamminacara
Lo leggo spesso il blog di Waki, si.
Ti ringrazio per la gentile “segnalazione”
@Masso57

Mi sono sempre piaciuti, gli uomini decisi
Concordo con te sul Darjeelin.
@waki

Ed eccoti qui, dunque.
Ben tornata. Ti si fa pubblicità sai?!
L’ho provato: con il pepe, con il sale e con la salsa di soja. E sono d’accordo con te: bisogna sapere come fare, per decidere se fare o non fare.
@Frank
E noi qui questo facciamo: organolettichiamo
@ilbaronetto
Li ho sempre detestati, gli auguri per la Festa della Donna, a dire il vero. Ma ti ringrazio per il pensiero, capisco le tue intenzioni siano sincere e genuine
@Elisa

Tesoro, in merito al miele ti rimando al commento n.#13 : ho già risposto ad ooohopla che mi aveva chiesto la stessa cosa
Arrivo tra due giorni: ci sentiamo presto!
8 marzo 2006 alle 16:02
Ups, sorry, quando sono al lavoro leggo di fretta…uso prevalentemente il miele di girasole con il te, ma anche di acacia, tiglio o sulla.
Ti aspetto
Elisa
8 marzo 2006 alle 17:35
Io il te sempre da solo.No latte.no zucchero.nulla!!!
Al Naturale che sia verde nero bianco…;-* o al cioccolato!!
Per te :BBM Vai a vedere il post di Tirebouchon…
Ti lascio il link:http://tirebouchon.splinder.com/post/7391757
Un bacione
sandra
8 marzo 2006 alle 20:34
@Elisa
Hai ragione, anche il miele di sulla è ottimo e molto adatto: ha un colore molto chiaro (fino a quasi bianco), un odore molto tenue e un sapore delicatissimo.
@Sandra

Ho sempre pensato fossi una gran donna
Grazie per il link e l’avviso: è tutto il giorno che vado e torno dal blog di Vittorio per controllare!
Adesso tocca aspettare il mio, non vedo l’ora
8 marzo 2006 alle 22:17
neppure un biscottino? Sig….Posso almeno accostarlo ad una fetta di torta? Non affogata, naturalmente…
rosso fragola
9 marzo 2006 alle 01:22
@rosso fragola

Ma certo che puoi
Piuttosto, se vuoi, per email posso suggerirti diverse ricette di dolci adatti ad un ottimo accostamento con il tè.
9 marzo 2006 alle 10:21
grazie Acilia, sei molto gentile, ma guarda che ti prendo in parola!
rosso fragola
9 marzo 2006 alle 16:40
Nulla, non zucchero nulla e non aggiungo mai nulla alle bevande – raramente un po’ di latte, come dici tu, a quelli scuri.
9 marzo 2006 alle 23:29
beh, da quando sono capitata su questo blog ho imparato una cosa: a bere il tè senza aggiungere niente
14 marzo 2006 alle 05:58
In Iran me lo offrivano, parlo di 23 anni fa, con una pallina di zucchero, molto dura, da tenere tra i denti mentre si sorseggia il thè, è una usanza classica o è frutto, anche questa, delle modernità occidentale?
sauro
29 ottobre 2007 alle 01:01
Ho letto più o meno tutti voi che avete commentato, mi è venuto un dubbio alla fine. Me lo ha fatto venire stefko. Quale è la quantità giusta di latte da mettere prima? Non credo sia una sola questione di gusti sul tanto o poco…. penso che più sia una esatta quantità… ma quale??