Foglie o bustina: questo è il problema

Le conosciamo tutti le bustine di tè.
Non c’è casa che non ne conservi almeno un paio, di solito sbiadite e dimenticate in un angolo recondito della credenza, in attesa che si debba fare un tè. Non si sa mai.
Non possiamo fare un paragone tra un tè preparato con i filtri delle bustine e un tè in foglia: se lo facessimo sarebbe un errore, la comparazione è impossibile.
Ma se provassimo a guardare la realtà con gli occhi del gusto, e non con quelli del pregiudizio, potremmo scoprire che, negli ultimi anni, la qualità del tè in bustine è nettamente migliorata.

La bustina è nata nel 1904. Originariamente era di seta, poi di garza e infine di carta.
Chi la “inventò” fu Thomas Sullivan, un importatore di New York con l’intento di diffondere la bevanda anche tra i piccoli distributori. Questo signore, per facilitare gli assaggi, decise di raccogliere le foglie in piccoli sacchetti di stoffa, in grado di essere conservati in poco spazio. Li inviò ai suoi clienti aspettando le diverse ordinazioni, ma i destinatari delle bustine in seta avevano pensato bene di immergerle in acqua per poi berne l’infuso. Fu così, pare, che nacque la “tea bag”: senza che nessuno avesse intenzione di inventare nulla.
Certo, da allora la nostra bustina di strada ne ha fatta parecchia.
A ridosso della prima guerra mondiale, una ditta di Dresda iniziò a confezionare dosi di tè in garza per una tazza, destinate ai soldati al fronte.
I tentativi per riuscire a mettere a punto la bustina ideale furono molti: una aveva la colla che si scioglieva nell’acqua, un’altra alterava il sapore della bevanda, un’altra si apriva a contatto con il calore.
Solo intorno al 1950 comparve il sacchetto di carta da filtri piegato in modo tale da non aver bisogno di materiali adesivi. Fu un’azienda tedesca che mise a punto il progetto della bustina a doppia camera che garantiva un’infusione rapida e di accettabile qualità.
L’idea riuscì ad imporsi con successo nel mondo e affascinò molto chi aveva voglia di prepararsi un infuso ma non aveva tempo per farlo secondo le regole.
Nella prima metà degli anni Settanta poi, un’industria di Bologna, la IMA, riuscì a portare degli ulteriori miglioramenti al filtro: pensate che oggi, circa il 75% della produzione mondiale di bustine per il tè è confezionato con i macchinari di questa industria italiana.

Tutto sta nel decidere se dare piĂą importanza alla velocitĂ  e la praticitĂ , piuttosto che alla purezza del gesto e del gusto.
Ovviamente, anche nel caso delle bustine, è fondamentale saper scegliere il prodotto e, soprattutto, sapere cosa c’è dentro! Il filtro spesso contiene le parti più fini delle foglie e le polveri, e il tannino viene rilasciato in quantità eccessiva e molto rapidamente.
Certo potremmo dilettarci a prepararle anche da soli le bustine. In erboristeria si possono acquistare dei filtri in carta che possono essere riempiti a piacere, abbastanza grandi anche per un tè per 4-5 persone.
C’è chi dice che anche i filtri in metallo vadano dimenticati (quelli a forma di uovo, o casetta o uccellino o cagnolino, e anche il cucchiaio bucherellato): pare che possano comprimere eccessivamente le foglie.
Dunque non rimane che lasciare che le foglie scendano, salgano e galleggino libere nell’acqua (calda).
E di questo ne era convinto anche George Orwell che nel 1946 pubblicò un articolo-saggio sull’ Evening standard, intitolato “Una buona tazza di tè”. Era un piccolo trattato in cui lo scrittore presentava le sue regole per preparare una buona infusione, e tra queste la numero 5 diceva: “Il tè va messo direttamente a contatto con la teiera. Niente sacchetti o altri espedienti che lo imprigionino.”
Ma lui stesso teneva a ricordare “quanto sia complicata la faccenda”. Quella del rito del tè.

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18 Commenti a “Foglie o bustina: questo è il problema”

  1. Masso57 Scrive:

    Personalmente, foglie libere nell’acqua calda e nella mia teiera assolutamente mai lavata con detersivi (solo acqua).

    Bustine solo in caso di moltissima fretta: ma se devo bere il mio tea di fretta, piuttosto non lo bevo.

    Quindi….

  2. utente anonimo Scrive:

    Ogni volta pensiamo la stessa cosa….ci piace tantissimo come parli così semplicemente ma abbastanza dettagliatamente, in modo da fornire informazioni in un modo tale da essere accessibili anche a un bambino!

    In questo blog si possono trovare tante curiositĂ  interessanti tutte accompagnate da immagini bellissime!

    Baci da Irene&Valerio

  3. briciolanellatte Scrive:

    Per me è una questione di umore… di come gira la giornata. A volte mi sento meticoloso, riflessivo, maniacale, a volte decisamente anarchico.

  4. cinciarella Scrive:

    Sì, infatti…anche per me è così. Dipende molto dal tempo che ho per prepararmi il tè e dall’umore!

    Il tè in bustina è quello che uso più spesso e non mi trovo malissimo. Ci sono dei tè molto molto buoni!

    Per i momenti di vero relax, invece uso una teiera con filtro “incorporato”! :)

  5. NYBRAS Scrive:

    Molto bello questo post. Veramente interessante. Ciao.

  6. SydFM Scrive:

    Affascinante ricordarsi che alcune buone idee si realizzano “senza che nessuno avesse intenzione di inventare nulla”.

    Cmq concordo con masso57: il tè è cosa lenta e assaporata…

  7. Bhikshu Scrive:

    Io ho fatto il tè, per me per altre/i, sempre e solo in bustina. Anche se è un errore fare paragoni, a livello percettivo cambia qualcosa tra i due metodi? E per dolcificare? Solo zucchero? E il limone? Quando usarlo? Tra un’ora vado a prenderlo anch’io, il tè. Ma qui lo fanno solo in una bustina piccola della Ristora. E’ come bere acqua al retrogusto di tè, insomma.

  8. unosguardolieve Scrive:

    Mi appendo qui, a te, per un po’…

    un bacio

    Pablo

  9. Acilia Scrive:

    @Masso57

    Concordo pienamente. Io sono una sostenitrice della gioia del tè, del tè come “altra cosa”, della cultura della lentezza…

    @Irene&Valerio

    Grazie carissimi, sempre troppo gentili.

    @cinciarella

    Potresti provare a constatare quanto il tè possa influire sull’umore, piuttosto che il contrario :-)

    @NYBRAS

    Ti ringrazio, e quando è un palato difficile come il tuo a dirlo, la cosa mi onora maggiormente ;-)

    @SydFM

    Importante, oltre che affascinante.

    @Bhikshu

    Provvederò a scrivere un post molto presto riguardo ai vari modi per dolcificare il tè.

    Com’è andato poi il Tuo tè? Ti ha “Ristorato”? ;-)

  10. piccolaelisewin Scrive:

    bè, se uno ha tempo è meglio farlo senza bustina, ma se lo beve ogni giorno come faccio io, là diventa complicato!!!!

  11. phoebe1976 Scrive:

    Bustina la mattina, quando gli occhi sono ancora chiusi. :)

  12. Senzapiutempo Scrive:

    stamattina alla televisione c’è stato uno spazio dedicato al the che era molto interessante. Non sapevo che esistessero i maestri di the che insegnano a riconoscere i vari aromi. Io mi limito a sole due qualitĂ ,il Java verde ed poi l’ Earl Grey,della Twinings, ma mai in bustina, solo in foglie che lascio in infusione nella teiera e poi filtro con un piccolissimo colino a maglia stretta. Capisco di essere ignorante in materia, ma non potrei mai rinunciare al mio rito.

  13. MissAylysRaziel Scrive:

    Mi è piaciuto tantissimo leggere questo breve saggio sulla storia del tè, breve ma molto complesso.

    Complimentissimi!

  14. utente anonimo Scrive:

    Bellissimo articolo! Amo moltissimo il te’ e le infusioni di erbe naturali. E’ vero che le bustine di te’ siano migliorate con il tempo pero’ e’ anche vero che il te’ sfuso molte volte non e’ all’altezza delle aspettative….cio’ dipende anche dalla serieta’ del venditore. Come George Orwel sono d’accordo che il te’ vada lasciato libero nell’acqua e dopodiche’ filtrato, chissa’ in un altro recipiente per mantenerlo al caldo. Mi e’ venuta voglia di una bella tazza di te’…vado a prepararla! Ciao- daniela

    http://campodifragole.blogspot.com

  15. utente anonimo Scrive:

    Utilizzo molto spesso le bustine filtro, che riempio con quello che più mi aggrada. generalmente i negozi di tè possiedono le http://www.teeli.com che sono disponibili in diverse grandezze come per i vestiti S,M,L,XL generalmente possiedono la S che serve per 4 tazze, la M serve per fare 1,5 litri, e via dicendo.

  16. troppo presto per il quarto passo? allora meglio un buon thè ed un bollitore « iosconosciuto's Blog Scrive:

    […] tazza, lo zucchero di canna, e una piccola varieta’ di the’, vanno bene anche quelli in bustina anche se a dire il vero con poco sforzo si puo’ comunque utilizzare anche a lavoro […]

  17. juanriccio Scrive:

    Qualcuno sa dove comprare bustine da tè usa e getta vuote da caricare con la mia miscela preferita? Mi farebbero comodo per quando viaggio.

  18. Telò, il cucchiaio da tè — Blog 20100 Design Scrive:

    […] accessorio è per quelli che usano il tè in foglie o le semplici e profumate bustine. La progettista del cucchiaio in acciaio lucido è […]

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