gio, 17 novembre 2005
Mi sono concessa qualche ritaglio di tempo libero negli ultimi giorni. Anche per festeggiare il compleanno.
La consuetudine più comune è quella di ricevere un regalo in occasione del proprio compleanno; almeno così dicono. Quest’anno ho voluto provare ad invertire questa tendenza ed ho regalato io qualcosa a qualcuno: un pranzo, intimo, caldo, speciale. Naturalmente a base di tè.
Per chi avesse voglia di provarci:
Ingredienti per 4 persone
• 250 gr. di riso
• 500 gr. di salmone in filetti
• 1 porro
• 2 cucchiai di semi di sesamo tostati
• 2 cucchiai di salsa di soia
• 60 cl. di tè verde giapponese Sencha
Lavate il riso fin quando l’acqua non risulta limpida. In una pentola ponetelo in una quantità doppia d’acqua e una volta raggiunto il bollore, coprite e lasciate cuocere per 10 minuti a fuoco moderato ed altri 5 a fuoco leggerissimo.
Spegnete e lasciate riposare per 10 minuti.
Salate il salmone, scottatelo in una pentola antiaderente e tagliatelo a pezzetti . Lavate il porro, privatelo della parte bianca e tagliatelo finemente a rondelle; porzionate il riso in 4 bowl, unitevi il salmone e il porro, aggiungete la salsa di soia, coprite con il tè caldo e cospargete con una pioggia di semi di sesamo.
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17 novembre 2005 alle 12:07
Wow! Sembra un’idea bellissima proprio come dici tu per una cena intima. E’ anche buona?
17 novembre 2005 alle 12:12
auguri!
17 novembre 2005 alle 12:20
Allora, per prima cosa, auguri.
Per seconda, vista l’ora, credo di doverti attribuire quella leggera fitta che mi ha preso all’altezza (al parallelo?) dello stonaco…
Per terza, credo che i tuoi ospiti non possano certo lamentarsi….
Un abbraccio!
17 novembre 2005 alle 15:20
Auguri amica mia.
Che la lanterna dondoli ancora a lungo, al chiaro di luna.
Pablo
17 novembre 2005 alle 15:42
@FrancescaV
Molto buona.
@7denari
Grazie!
@Masso57

Allora, per prima cosa, grazie
Per seconda, un bacio allo stomaco (e un cucchiaino di questa meravigliosa mousse che mi sta deliziando in questo istante…)
@unosguardolieve
Ti ringrazio.
Pochi auguri sono stati belli come i tuoi. Spero di poter restare ancora a lungo sulle colline, e sul mio balcone.
17 novembre 2005 alle 15:57
“E’ oggi: tutto l’ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell’aurora.
Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,
sei tremito del tempo che trascorre
tra luce verticale e sole cupo,
e il cielo chiude su te le sue ali
portandoti, traendoti alle mie braccia
con puntuale, misteriosa cortesia.
Per questo canto il giorno e la luna,
il mare, il tempo, tutti i pianeti,
la tua voce diurna e la tua pelle notturna”
Buon compleanno…in ritardo…
PS: la ricetta la proverò…
18 novembre 2005 alle 13:43
ah, ma allora sei una scorpioncina anche tu! auguri tanti, e..senza prescrizione
)
la ricetta appare appettitosa: da provare asoulutamente. grazie!
18 novembre 2005 alle 16:28
…Sono un pirla….mi son scordato di farti gli auguri di buon compleanno
Pardòn…. ^__^
18 novembre 2005 alle 16:29
…il brindisi con le tazze di tè mi sembra inevitabile!! auguri!
18 novembre 2005 alle 18:44
Grazie, grazie, grazie
19 novembre 2005 alle 13:57
Io invece del tuo compleanno non sapevo niente. Però gli auguri te li faccio lo stesso. Smack.
20 novembre 2005 alle 09:42
Tanti auguri Aci!
Peccato che sono vegetariana, ma la ricettina potrei comunque sperimentarla per qualcuno…
20 novembre 2005 alle 10:57
augurissimi anche se in clamoroso ritardo, passo poco dai blog ma ti abbraccio forte con il migliore dei sorrisi..,..
buona domenca cara….
20 novembre 2005 alle 13:02
Buona domenica acilia!
Beh scusa se ti commentiamo solo ora, ma prima non eravamo qui quindi…cmq come sempre delle particolari ricette che fanno venir la voglia di provarci, chissà!
Baci da Irene&Valerio
20 novembre 2005 alle 16:12
@briciolanellatte
Grazie.
(ma lo sai che son sempre stata convinta che tu fossi una femminuccia?!Scopro solo adesso, sbirciando il tuo blog, che sei un masculo maledetto!)
@Rea
Grazie carissima.
Prometto di sperimentare presto una ricettina tutta vegetariana: te la manderò in privato
@NicDwaRazy
Ti ringrazio. Anch’io ultimamente ho avuto poco tempo per le consuete passeggiate tra i blog: una tazza di tè per recuperare un po’ di chiacchiere arretrate?!
@Irene&Valerio
E allora provateci! (e fatemi sapere)
Buona domenica anche a voi
26 novembre 2005 alle 12:16
dev’essere squisito! lo proverò… tra l’altro ho uno splendido piccolo servizio da té di raku verdina che s’intonerebbe a perfezione
le hai mai fatte le uova porcellanate con il té?
26 novembre 2005 alle 12:38
@estrellita

Uhm…a dire il vero non so nemmeno cosa siano
Di che si tratta, raccontami.
27 novembre 2005 alle 18:24
sono bellissime! nella ricetta indiana si tingono con il té, ma ho trovato questa variante nelle “Ricette immorali” di Montalban. il procedimento è lo stesso
Uova marmorizzate
(Per 8 o 10 persone) 24 uova
250 g di bietole se si vogliono le uova verdi o un peperone dolce arrosto se le si vuole rosse zafferano in polvere sciolto in un cucchiaio di acqua bollente sale
1/4 di cucchiaino (due pizzichi abbondanti di cannella in polvere
200 g di zucchero
30 g di burro acqua di fiori d’arancio semi di melagrana
Le uova si cucinano miserevolmente e si mangiano miserevolmente: bollite e basta. Certe uova fritte ammettono il collage sostanzioso di una cucchiaiata di caviale iraniano al posto del sale. L’uovo si adopera di solito per aiutare architetture gatronomiche di grande portata e si ignora chi abbia ideato per primo questa fantasia da lavori pubblici chiamata uova marmorizzate: probabilmente un imprenditore edile o un architetto pompiere in pensione. Ecco un piatto con cui sedurre coloro che spalancano la bocca davanti alla riproduzione del Duomo di Milano fatta con degli stuzzicadenti, o a quella del Taj Mahal dentro a una bottiglia di Ginger Ale. A tale razza appartengono anche gli inventori della meringa o del seltz.
Ma per quanto riguarda la sessualità bisogna essere possibilisti senza degradarsi ed è più frequente venire scelti che scegliere, come il personaggio di Beckett che più che muoversi veniva mosso. Con questo piatto si può far provare l’estasi ai provinciali abbonati al Financial Times, in genere esseri malmaritati che hanno vissuto poco, e tengono sul comodino un paesaggio nella bolla di neve. Nel caso non funzionasse il potere di seduzione del piatto, conviene indossare indumenti intimi convenzionalmente eccitanti: slip neri a rete o boxer di velluto imitazione pelle di leopardo. Nessuno deve sorprendersi se, dopo l’amore, il partner più sincero si porterà a casa nel portavivande una porzione da mostrare a un amico intimo.