Finale

«Al cioccolato o alla crema?»
E una figura smunta, minuta, dall’aria burbera mi rispose: «Non posso mangiarli, grazie».

È iniziata così.
Era una mattina afosa dei primi giorni di giugno.
Il reparto era stranamente immobile: una sola infermiera a condividere con noi le sue frustrazioni per le ennesime vacanze mancate.
Il gatto, che ormai avevamo adottato, sul terrazzo a fissarci. L’aria condizionata mal funzionante e alcune risate di bambini in lontananza.

Avevo già sentito parlare di lui.
Tornava ad occupare quella stanza, sempre la stessa, mediamente ogni 10 giorni. Riproponeva le stesse braccia, le stesse vene e gli stessi occhi a quelle clessidre di vetro da 250 ml che sembravano fermare il tempo. Ci tornava da solo perché sua moglie non poteva lasciare il lavoro.
Indossava sempre un pigiama celeste: diceva che l’aiutava a non dimenticare il colore del mare.
Quando capii che non poteva mangiare i biscotti, né al cioccolato, né alla crema, gli portai del gelato.

Non era burbero come dicevano. Era solo arrabbiato.
Amava e odiava la sua donna: non le perdonava il fatto di averlo voluto sposare a soli 20 anni, in quelle condizioni, ma non l’avrebbe perdonata se l’avesse lasciato.
Antonio.
In quelle bellissime notti estive, sempre insonni, mentre si faceva a gara a contare le stelle e i desideri al di là della finestra, si parlava spesso con quel salice piangente, quello che ci salutava al vento di ogni alba.
Io raccontavo dei libri che avevo letto, della musica che amavo, di alcune poesie, dei film più belli. Lui narrava dell’ultima volta che aveva potuto aiutare suo padre in campagna, di come aveva conosciuto sua moglie, dei figli che non avrebbe mai avuto, dei biscotti al cioccolato e alla crema.
L’ospedale provava a succhiarci ogni energia, ma ogni notte tornavamo lì a ricaricarci. Ad arricchirci.
Spesso ci raggiungeva anche Rosanna.
Parlammo del suo possibile trapianto una volta sola; non volli provare a convincerlo, solo a capirlo. Preferiva l’idea di morire all’improvviso, piuttosto che scegliere coscientemente di lasciarsi addormentare senza avere la certezza del risveglio.
Come biasimarlo.
Preferiva lasciare tutto all’improvviso, piuttosto che scegliere la possibilità che tutto lasciasse lui. E lo diceva con un tenero sorriso a fior di labbra.

Se n’è andato, Antonio.
Mi piace pensare sia successo in un’alba sorella delle nostre.
Io non c’ero, l’ho saputo 35 giorni dopo.
L’ultima volta che l’ho chiamato ero in attesa che il concerto di Sergio Cammariere iniziasse.

Chissà dov’ero quando se n’è andato.
Chissà se anche lì adesso piove.
Chissà se sarà più vecchio o più ragazzino.
Chissà se lì c’è posto per i ricordi. E per i biscotti al cioccolato o alla crema.

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18 Commenti a “Finale”

  1. mezzaluna Scrive:

    Un’anima bella come la tua è davvero un piacere incontrarla…questo post mi ha commosso…

  2. 7denari Scrive:

  3. Senzapiutempo Scrive:

    non posso commentare, non avrei parole.

  4. avreivoluto Scrive:

    Mi ricorda tanto una canzone di Concato che s’intitola Gigi e dice:

    “Ma da quando tu sei partito non c’e’ piu’ musica

    sta tranquillo lo so che col tempo mi passera’

    scrivo molto ma quello che scrivo e’ cosi malinconico

    come questa canzone chissa’ se ti piacera’

    dimmi dove sei

    suoni ancora ma per gli angeli

    e ti siederanno intorno li farai cantare

    suona forte cosi ti potro’ sentire

    noi quaggiu’ col naso in su a capire cosa sia

    sara’ il tempo in cui finalmente farai il tuo concerto, anima mia”.

    Buonanotte, cara Acilia.

  5. adbon Scrive:

    il blog è bello, tu scrivi bene…

  6. utente anonimo Scrive:

    “Chissà se anche lì adesso piove.

    Chissà se sarà più vecchio o più ragazzino.

    Chissà se lì c’è posto per i ricordi. E per i biscotti al cioccolato o alla crema.”…

    …io non credo di aver mai letto un post più bello di questo sai? E non credo neanche che chiamarlo ‘post’ possa rendergli giustizia. Perchè, gnoKKa, questa è Musica del Cuore. E ti ringrazio per condividerla con me in milioni di modi ogni giorno. Grazie.

    Ti voglio bene..

    BiH.

  7. Masso57 Scrive:

    Avevo lasciato un commento finito chissà dove. Ti dicevo che sicuramente, da qualche parte, lui sente questa sintonia, questa tua anima che si ferma a ricordarlo, a parlarne e a parlargli, nel momento in cui tu lo raccinti sicuramente sorride, e pensa di te tutto il bene che ne pensiamo anche noi, distratti viandanti che passiamo da te per una tazza di tea ed oggi troviamo invece la amara dolcezza di un rimpianto troppo tenero.

    Sei una bellissima persona.

    Ti abbraccio commosso.

  8. SydFM Scrive:

    Splendida foglia

    orni un ramo avvizzito

    splendi verso il cielo

    quasi a chiedere di volare…

    Ma se un giorno sarai debole

    non temere…

    e se cadrai,

    ascolta queste mie parole:

    sarai nel vento…e volerai

    …finalmente.

  9. SydFM Scrive:

    …ma il mio commento migliore è nel silenzio. Sai già cosa trovarci.

  10. cinciarella Scrive:

    le tue parole sono proprio toccanti…

  11. fuoridaidenti Scrive:

    .

  12. ilbaronetto Scrive:

    Già, chissà… me lo chiedo anche io, soprattutto in questi giorni…

    Un bacio

    Off post: ho cambiato URL.

  13. piccolaelisewin Scrive:

    ho dovuto smettere di leggere e ricominciare più volte perchè gli occhi si appannavano … ti capisco, e non sai quanto… sei fortunata perchè gli sei stata accanto… ciao

  14. unosguardolieve Scrive:

    Chissà..solo voi sapete.

    Gli altri, di riflesso, applaudono ad una bella storia che nessuno vi può rubare.

    Pablo

  15. jakartacafe Scrive:

    niente male qua

    salut

  16. tarentola Scrive:

    emoziona leggere questo post…

    sei statafortunata ad aver vissuto quei momenti…

    uno scambio di vite…anche se breve

    e pensare che a volte si vive una vita intera senza poterne provare di esperienze importanti…

    tarè

  17. Acilia Scrive:

    Mi sono arrivate tutte le vostre carezze. Grazie.

  18. utente anonimo Scrive:

    Cara Acilia,sei una persona davvero speciale..Anche a me si sono”appannati gli occhi” parecchie volte mentre leggevo..Io ho perso la nonna il 21 Settembre dopo un mese e mezzo di sofferenza in ospedale, e ti assicuro che vederla tutti i giorni con quegli occhi disperati, fare sempre la stessa domanda: PERCHE’??Perchè sono qui?perchè non mi lasciate andare…

    Ma ora lei è con me, come sono certa che Antonio è vicino a te per quello che gli hai dato…

    Brava Acilia…Tornerò spesso a trovarti..

    : )

    Sandra

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