mer, 26 ottobre 2005
I cinesi bevono il tè in molti modi diversi, devo ammettere, tutti molto curiosi; alcune tradizioni e usanze sono tipiche di una determinata regione, mentre altre appartengono all’intero paese.
Pensate, tradizionalmente il tè si succhia da un cucchiaino e anche molto rumorosamente: pare che questo metodo consenta di gustarne appieno il sapore. Tuttavia oggi quasi più nessuno beve il tè così perché viene considerato poco raffinato (e vorrei ben vedere).
Oggi è molto più comune sorseggiarlo da una tazzina molto piccola, anche se alcuni dopo aver bevuto il tè mangiano le foglie rimaste sul fondo della tazza.
Rimane il fatto che bere il tè in Cina non significa soltanto apprezzarne l’aroma o le proprietà: è anche un importante evento sociale.
E così mi sono divertita a raccogliere le tradizioni più interessanti in merito.
Anzitutto, ogni volta che si riceve un ospite si dovrebbe servire il tè come gesto di benvenuto; e se si tratta di un ospite importante, bisognerebbe servire il tè migliore nel più bel servizio della casa.
Inoltre, nelle grandi città come Canton, bere il tè con il dim sum ha sostituito ormai la colazione e rappresenta un momento di incontro conviviale. Basti pensare che in Cina la parola usata per indicare il ristorante significa letteralmente “palazzo del tè”.
Portare doni legati al tè è un’altra usanza nata nelle campagne e diffusasi poi in città. Se un giovane vuole corteggiare una ragazza, la sua famiglia manda un intermediario a casa di lei con in dono foglie di tè. La famiglia della ragazza prepara il tè e conversa con il mezzano: se questa beve il tè, significa che è favorevole alla proposta di fidanzamento, se invece non lo tocca, si tratta di un rifiuto. Il mezzano può visitare la stessa famiglia tre o quattro volte, ma se il tè non viene mai toccato, i parenti del pretendente devono rassegnarsi all’idea di una decisione negativa.
Questa usanza col tempo si è fatta sempre più complessa, così oltre alle foglie di tè, i regali si sono arricchiti con vari “doni per accompagnare il tè”, come vino, dolci e prelibatezze ma anche bestiame, abiti e persino gioielli.
Il tè spesso è anche parte integrante di alcuni riti e occasioni speciali.
Per esempio, durante la celebrazione delle nozze gli sposi dividono una tazza di tè “forte come il loro amore“: nella tazza si mettono una noce di loto e un dattero rosso, simboli del desiderio di avere figli e di felicità.
E, sempre rimanendo in argomento, in passato la moglie viveva con la famiglia del marito e ogni mattina serviva il tè ai suoceri.
Un’altra tradizione vuole che colui che ha fatto un torto ad un anziano e desidera chiedere scusa offra il tè e si inginocchi davanti a lui. Se l’anziano accetta le scuse bevono il tè insieme.
Un rituale simile è ancora in uso con gli apprendisti: cuochi, carpentieri, discepoli di arti marziali o di qualsiasi altro mestiere o arte. L’allievo si inginocchia e offre il tè al proprio maestro e bere il tè insieme significa accettare il nuovo studente.
Oggi, la maggior parte delle famiglie cinesi sparse nel mondo possiede un piccolo altare e ogni giorno vi pone tè, frutta o incenso come dono in onore degli antenati o degli dei.
Tag: cina, dim sum, tradizioni
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26 ottobre 2005 alle 13:06
Ciao.
un interessante articolo sul tè in Cina c’è proprio oggi sull’allegato di Repubblica,….. interessante….
ciao
filemazio
26 ottobre 2005 alle 13:33
@filemazio

Non lo sapevo. Sai, di norma non è Repubblica il giornale che compro
Ma ti ringrazio per la segnalazione, proverò a fare un’eccezione oggi!
26 ottobre 2005 alle 15:59
troppo bello il tuo blog!!!!lo metto nei miei link !!! io adoro il tè! ciaooo
26 ottobre 2005 alle 16:34
Chiacchiere e tè sono un connubio perfetto.

Non mi resta che tornare…
26 ottobre 2005 alle 17:18
@piccolaelisewin
Grazie.
Molto bello il tuo nick, mi ricorda quel libro a cui sono ormai devota.
A presto
@Stellarys
E a me non resta che aspettarti
26 ottobre 2005 alle 18:24
…ciao…..un saluto….
26 ottobre 2005 alle 21:45
Un tè a Dragona… dai scherzo è che son autoctono del tuo nick
26 ottobre 2005 alle 23:29
“Se un giovane vuole corteggiare una ragazza, la sua famiglia manda un intermediario a casa di lei con in dono foglie di tè”: ecco, allora da giovane avrei avuto la casa piena delle preziose foglioline, di ritorno…
27 ottobre 2005 alle 00:01
bello e sofisticato al punto giusto: brava, bel blog!
27 ottobre 2005 alle 09:21
Molto affascinante questo post, quasi fiabesco.

Concordo in pieno con i cinesi : il tè è un momento di unione e amicizia. Quando lo prendo da sola mi piace già molto ma in compagnia senz’altro di più!
Certo che però a succhiare il tè dai cucchiaini è forte. Devo provare coi miei amici. Secondo me ci spanciamo dalle risate.
27 ottobre 2005 alle 11:36
ho sempre pensato che gustarsi un tè a partire dalla sua preparazione, anche la più semplice, può essere vissuto come un piccolo e intenso momento di meditazione, soprattutto per chi carica di significato e di ritualità quel momento… e in mancanza del “tea time” il tuo blog è un ottimo surrogato
27 ottobre 2005 alle 13:47
@Armandos40
…Ricambio il saluto.
@saltino
ACILIA-DRAGONA, frazione di Roma vero? E’ stato un altro lettore a farmi notare il caso di omonimia, non lo sapevo.
@Masso57
Quando dici “da giovane” mi fai venire i brividi
@adbon
Ben arrivato, anzitutto.
E grazie: bell’aggettivo sofisticato.
@cinciarella

Ben venuta cara.
(mi auguro vada meglio il raffreddore)
Hai ragione, è quasi fiabesco l’intero mondo che gira intorno a questo nettare. O non ne avrei fatto un blog
Fammi sapere delle foglie succhiate dal cucchiaino: io mi sono spanciata dalle risate anche da sola.
@tayla
Questo è un tea time!
Qui si va dall’ afternoon tea, al early morning tea, al breakfast, all’high tea e ancora al after hunting tea: e il tutto con un solo click
28 ottobre 2005 alle 00:53
Eccomi qui, anche se mi sa che è un po’ tardi per un tè, soprattutto in questo periodo che prorpio di riuscire a dormire non se ne parla.
Ti lascio un saluto ed un abbraccio.
28 ottobre 2005 alle 01:59
@avreivoluto
Eccoti qui: non è mai tardi per un tè, proprio perchè questo è un periodo in cui non si riesce a dormire…
Siedi e raccontami, io metto a scaldare l’acqua per un tè delle notti russe, cannella e vaniglia.
28 ottobre 2005 alle 02:45
Pare che nessuno lo sappia, non volevo fare la figura del saputello, dato che poi di tè non so quasi nulla, però…
.
. Ma stateci attenti, e almeno le prime volte usate tè tiepido o freddo. E’ facile che prenda vie sbagliate fino a che non si capisce il meccanismo, ma vi assicuro che sentirete il vostro solito tè “diverso”. Se è un buon tè, con tanti aromi al suo interno, ovviamente…
quello strano modo di bere il tè aspirandolo rumorosamente dal cucchiaino è il modo migliore per degustare tutte le fragranze: come sapete la nostra bocca è divisa in zone, ognuna preposta a percepire il dolce, l’amaro, il salato, eccetera. La radice del naso, quella meno esterna e più vicina al palato, è la parte più sensibile agli odori (e chi mangia il tartufo lo sa bene
I degustatori di olio (dai quali ho scoperto il metodo) stabiliscono le qualità organolettiche dell’olio proprio in questo modo.
Il trucco non sta nel “sugare” come un vecchietto col brodino di pollo: una piccolissima dose di tè sul cucchiaino deve essere aspirata bruscamente, usando quasi il naso come “aspiratore” (e la bocca come entrata, ovviamente!). In questo modo, se si riesce a fare – e non è facile – il tè viene nebulizzato contemporaneamente in tutta la bocca e risale anche un po’ nella mucosa nasale, permettendo a tutte le fragranze (olfattive e gustative) di essere apprezzate “in armonia”, così come sono, e non per passaggi successivi.
Questo comporta l’abitudine che un po’ di tè (bollente?) risalga anche nel naso, rendendo completa l’assaporazione o facendovi tossire disperatamente
Spero di esservi stato d’aiuto.
Ciao Acilia, un bacione.
28 ottobre 2005 alle 11:59
Off post: non so come tu sia arrivata nel mio blog, ma sono contento della visita. Grazie! Tornerò a leggere il tuo blog, interessante…
28 ottobre 2005 alle 12:37
quante cose che non so…
fantastico!
28 ottobre 2005 alle 13:48
@NYBRAS

Accidenti!
Grazie per le interessantissime informazioni, caro Maestro. Lei non deve temere di fare la figura del saputello: lei è saputello
(e comunque cos’hai contro il “sugare” il brodino di pollo?!)
@ilbaronetto
Beh, come accade la maggior parte delle volte, nella blogosfera e nella vita: per caso.
Ti aspetto e grazie
@amaramente
Mica son qui per niente io eh!
28 ottobre 2005 alle 15:37
ACILIA> Okay, allora quando e se ci incontreremo, ti inginocchierai davanti a me offrendomi una tazza di tè, e attenderai?
DDD Coi Maestri si fa così, no?
DDD
28 ottobre 2005 alle 18:58
interessante…sai?
…
giunta qui passando da zenzero…
vedi mai che inizio a imparare qlks…
T.