Dei veri viaggi

Marchio Insieme a TèManca davvero poco all’inaugurazione della piattaforma di e-commerce. Nel frattempo la Selezione di Acilia sta decollando lentamente, in accordo con il ritmo calmo tipico del momento del tè.
Mi piace l’impronta poco commerciale che stiamo dando a questa bottega virtuale, mi piace che mi chiediate di essere guidati, che mi raccontiate con chi condividete i miei tè, dove li sorseggiate, cosa percepite al primo sorso. Che mi confidiate ogni sensazione, dall’istante in cui ricevete il pacco fino al consumo dell’ultima foglia. È bello che quasi immediatamente instauriate un rapporto confidenziale con i nomi dei tè partoriti dalla mia fantasia e che con essi vi sentiate in sintonia. Non potrei sperare in una ricompensa migliore.

Nella nuova piattaforma avrete la possibilità di scrivere personalmente le recensioni di ciascun tè e di leggere naturalmente quelle degli altri iscritti. Nell’attesa, le prime impressioni mi sono giunte per email: ho creduto potesse essere interessante confrontarsi con altri palati e altre sensibilità.
Ringrazio tutti di cuore.

“Ho trasferito il tè nelle scatole di latta e così ho avuto occasione di osservare alla luce le foglie. Compro tè sfuso presso vari negozi da molti anni e ho una certa dimestichezza con il suo aspetto, o almeno con l’aspetto del tè che comunemente si può reperire nei negozi. Beh, aprendo i tuoi sacchetti ho avuto una rivelazione! Le foglie della tua selezione hanno un aspetto bellissimo… I colori sono vividi e nelle miscele ci sono sorprese che non avevo mai visto, come i boccioli di rosa interi o pezzi di frutta grandissimi. Mi ha fatto davvero piacere percepire tanta cura e passione.
L’
Houjicha Kaori Fumi è davvero un tè meraviglioso, con il quale abbiamo pasteggiato sia venerdì che domenica sera…credo che ripeteremo l’esperienza spesso. Ho assaggiato tutti gli aromatizzati e sono tutti splendidi.
Ho anche assaggiato il
Genmaicha Hanafubuki. Si tratta di un tè che io già conoscevo e apprezzavo in precedenza e l’avevo ordinato proprio perché l’avevo terminato e mi intrigava parecchio il fatto che questo avesse come base dei tè più pregiati. Ovviamente mi è piaciuto molto e sono rimasta colpita dal fatto che la differenza gustativa si riscontra in una maggiore lievità e finezza.
Grazie ancora per tutto, credo proprio che tu sia diventata la mia “spacciatrice” di tè ufficiale :-)
Loretta


“È stato un pomeriggio sereno, tutto avvolto di profumi. Potendo, li avrei assaggiati tutti assieme! Però alla fine ho optato per il Jade Arrow, che ho gradito tantissimo (mentre ti scrivo sto giusto godendomi la terza infusione): il profumo delle foglie infuse è qualcosa di incredibile.
Ero così contenta che alla fine sono riuscita a “contagiare” anche i miei familiari, che pure sono degli irriducibili della bustina: mia sorella è stata conquistata dalla dolcezza delle
Stille di Rubino; mia mamma invece non ha resistito all’aroma dell’Assam Mangalam. Pensa che sono addirittura riuscita a farle bere qualche sorso senza l’aggiunta di zucchero: e ti assicuro che è un evento più unico che raro.
Pur non avendolo ancora assaggiato, sono rimasta particolarmente colpita anche dalla fragranza dell’
Houjicha: fantastica. Sono certa di non aver mai provato un Houjicha all’altezza di questo.
L’
Assam Mangalam e il Darjeeling Phuguri mi hanno fatto ricredere sui tè neri. Li avevo sempre un po’ “snobbati” e ora invece quando mi capita di essere a casa la mattina sono diventati un appuntamento irrinunciabile! Il Darjeeling soprattutto, mi incanta guardarlo: mi sembra di avere nella tazza una spremuta d’oro zecchino.
Per quanto riguarda le bustine di Mizudashicha
beh, ho fatto male a comprarle: ora non ne potrò più fare a meno! Comodissimo, veloce da preparare, rinfrescante già solo a guardarlo…e poi quell’equilibrio perfetto tra note dolci ed erbacee. Insomma: anche questo promosso con lode.
Infine: mi hai giustamente invitata a muoverti qualche critica, se ce ne fosse stato bisogno. Ma lasciami dire che il servizio che offri con la tua “Selezione” secondo me è ineccepibile (e te lo dice una che ha una discreta esperienza di acquisti di tè sul web). L’unica pecca? Il fatto che tu non salti fuori dal pacchetto insieme ai tè! Sono certa che presentati e infusi da te abbiano un sapore ancor più speciale.
Come sono solita fare, li ho fatti mettere in posa e li ho immortalati: fotografare i tè è una cosa che mi piace tantissimo. Sarà che osservarli per me è una beatitudine tanto quanto berli, e fotografandoli mi pare di riuscire a scrutarli più in profondità.
Ho pensato che fosse una cosa un po’ sciocca mandarti la foto di un tè che mi hai appena spedito e che quindi conosci benissimo, ma te l’allego lo stesso. Ho scelto il più vanitoso, perché mi dà modo di inviarti un piccolo “omaggio floreale” fuori dall’ordinario”.
Serena F.

Stille_di_rubino


“Stamane ho provato
Brezza di seta: eccellente. Davvero notevole… Scorrendo con gli occhi gli ingredienti, la presenza della banana mi aveva suscitato una certa perplessità (ho un rapporto strano con questo frutto) e invece amalgama meravigliosamente tutti gli aromi (quanti e quali!), conferisce dolcezza al liquore e lo equilibra in una perfetta armonia. Notevole.
Ci credi se ti dico che già prima di aprire la scatola riuscivo a percepire lievemente quel profumo soave che ormai collego a “tè”?
Me li sono portati in borsa i tuoi tè, in ufficio e anche di sabato, ad esempio, Brezza di seta
era con me.
Darjeeling Phuguri (sapor di mela verde), Darjeeling Gopaldhara, Jasmine Pearl (un tè principesco, il cui aroma quasi stordisce), Linyun White Snow (color di zenzero candito), Jade arrow e Tian Mu Quing Ding BIO… celestiali! Graditissima sorpresa sono stati il Giardino della nonna e l’East Frisian Sunday Blend. Il Giardino è una golosità, sa proprio “di buono” ;-) , non c’è che dire, gli aromi sono amalgamati in dolcezza. Ne comprerò ancora, è un buon tè da offrire, è stato molto apprezzato.
Stamattina invece ho fatto colazione col East Frisian: chi si aspettava una bontà simile! Ho guardato un po’ sospettosa quel colore così scuro, ormai abituata agli ambrati e ai mielati, ma mi son dovuta ricredere. Mi piace più dell’English Breakfast, ha un aroma stupendo, come di legno dolce”.
Lilium


“Il Giardino della nonna mi ha stupito, lo sto bevendo proprio adesso. Il profumo delle foglie secche aveva un nonsoché di crostata, un ricordo di burro (dato probabilmente dal granulato di yogurt). Sembrava troppo stucchevole al naso e non mi ispirava granchè, anche perché generalmente preferisco i verdi puri. Ma ora che lo bevo devo dire che è un tè che seduce e che in parte smentisce il profumo delle foglie secche. Lo trovo dolce al punto giusto (forse è la lemongrass che bilancia il tutto), rotondo e non spigoloso, fruttato e piacevolissimo da bere in un pomeriggio di primavera inoltrata come questo.
L’
Oolong Darjeeling Gopaldhara mi è piaciuto, l’ho trovato abbastanza persistente e con una personalità abbastanza spiccata, veramente piacevole. Il Linyum White Snow invece lì per lì non mi ha detto molto, l’ho trovato un po’ indefinito, anche se nella seconda infusione si rivela un po’ di più. Però non mi ha soddisfatto al 100%, magari  ho semplicemente sbagliato a farlo”.
Riccardo


“L’appuntamento quotidiano nella pausa pomeridiana è diventato un rito per la scoperta di nuovi sapori e profumi, inebrianti, con l’ulteriore piacere di usare le mie diverse teiere. Dal profumo della ciliegia (Hanai) a quello del lampone (Stille di rubino), l’insospettabile yogurt (Giardino della nonna), il tutto legato dal tè bianco o verde rende queste tazze, sorbite rigorosamente senza l’aggiunta di dolcificanti, dei veri viaggi. Ho notato che ho una netta preferenza per ingredienti come il pepe (Fresco tramonto) che lascia una freschezza veramente piacevole sopratutto in estate.
Sorrido perché il mio compagno al primo assaggio mi ha guardato sconfortato dicendo: “sono solo un maschio, sento solo l’acqua calda,  lo sai che a noi maschi dovete dare solo pasta all’amatriciana , mentre tu hai l’espressione di una che sta gustando un’esperienza unica”. Però diligentemente ogni pomeriggio mi aiuta ad allestire la tavola per il tè e lo beve con me. È anche per questo che lo amo”.
Paola


Ci mangiamo una tisana?

Banner_ConcorsoHo scoperto per caso pochi giorni fa un grazioso food blog redatto da una ragazza di Lecco quasi mia coetanea. L’originale nome si ispira ad un vecchio negozio genovese di alimentari: “Al cibo commestibile”, semplice, essenziale.
Genny sogna di aprire un’osteria, è appassionata di cibi genuini, saporiti. Nell’attesa, ha inaugurato uno spazio virtuale che associa due sue grandi passioni: cucina e fotografia.

Il suo primo contest (concorso) ha a che fare con le foglie profumate. L’idea, che sposo in pieno e che sostengo da sempre attraverso le rubriche Le mie ricette e Il vostro ingredien-tè, è quella di utilizzare erbe, fiori, tè e tisane come ingredienti per realizzare ricette di ogni tipo; partecipo molto volentieri perché apprezzo la volontà di diffondere la cultura del tè  promuovendo anche la creatività in cucina. Apprezzo la curiosità, il confronto e le occasioni che consentono di imparare.
Le iscrizioni saranno accettate fino al 30 giugno; successivamente sarà il vasto popolo dei blogger a decretare il vincitore che si aggiudicherà una selezione di prodotti a tema.

La ricetta che propongo è la sintesi di molte delle mie passioni: la carne rossa, la frutta, il miele, naturalmente il tè e il pepe Szechuan. È un ottimo piatto unico, adatto a tutte le stagioni.
Ho utilizzato un tè nero perché sostiene degnamente il carattere della carne e contribuisce a creare un buon equilibrio insieme al sapore incisivo della salsa di soia.

FILETTO AL TÈ ASSAM CON MIELE, SALSA DI SOIA E PURÈ DI MELE E SEDANO

• 300 g di sedano-rapa
• 50 g di burro
• 3 mele Golden medie
• 4 fettine di filetto
• 2 cucchiaini di miele d’acacia
• 4 cucchiaini di salsa di soia
• 2 cucchiaini di tè Assam Mangalam
• 1 tazza del liquore dello stesso tè (preparato con 200 ml di acqua a 90°C)
•  sale e pepe Szechuan q.b.

Pulite e tagliate il sedano a pezzetti, lessatelo in acqua bollente per pochi minuti. Successivamente scolatelo, sciacquatelo sotto acqua fredda corrente e asciugatelo con un panno o carta assorbente.
Pulite e tagliate le mele a pezzi non troppo piccoli; fondete il burro in una padella antiaderente, aggiungete le mele e lasciate cuocere a fuoco basso finché non si colorano. Aggiungete il sedano e lasciate ammorbidire per 3 minuti.
Insaporite con la quantità di sale e pepe Szechuan che desiderate (tenendo presente che la salsa di soia è già salata e molto saporita) e mescolate con una forchetta la poltiglia di mele e sedano.
Togliete il grasso dalla carne e cuocetela su un’altra padella antiaderente già calda a fuoco alto girandola solo una volta. Quando avrà assunto un colore marrone scuro-dorato, rimuovetela dal fuoco e mettetela su un piatto (possibilmente riscaldato).
Nella padella in cui avete grigliato la carne aggiungete il miele e lasciatelo caramellare leggermente. Aggiungete quindi la salsa di soia e fate ridurre per 1 minuto prima di versare il liquore del tè.
Quando la riduzione sarà diventata abbastanza densa, spegnete il fuoco e aggiungete le foglie del tè. Permettete alle foglie di impregnarsi della salsa per qualche minuto.
Tagliate il filetto a listarelle abbastanza spesse e sistemate il purè di mele e sedano in un grande piatto da portata o, se preferite, su piatti individuali. Adagiatevi il filetto su cui potete spolverizzare alcune foglie di Assam e versatevi sopra la salsa al tè.
Se desiderate, potete accompagnare il piatto sorseggiando una tazza di tè verde giapponese Houjicha o di un qualunque tè nero cinese.

Filetto_al_Tè

I pacchi dei curiosi

Marchio Insieme a TèMolti di voi mi scrivono confessandomi di essere stati incuriositi da tutti i tè della mia Selezione, di non saper scegliere o di essere costretti a sceglierne solo alcuni perché giustamente non possono spendere una somma elevata. La cosa naturalmente mi lusinga e attraverso le email sto facendo il possibile per aiutarvi ad indirizzare al meglio le vostre preferenze.
Grazie anche ai vostri consigli e spunti, ho pensato potesse essere utile proporvi due selezioni di assaggi: un pacchetto costituito da 20 g di tutti i tè aromatizzati e uno da 20 g di tutti i tè naturali (fatta eccezione del Matcha e del Shincha Gyokuro Wakana BIO che sono preconfezionati e sigillati).
In questo modo, coloro che amano particolarmente i tè aromatizzati avrebbero l’occasione di assaggiare tutti quelli proposti, per poi eventualmente fare un acquisto più consapevole e mirato nel prossimo futuro. Lo stesso vale per coloro che prediligono i tè naturali.
È una soluzione che vi consente di abbattere i pregiudizi, di ampliare gli orizzonti dei vostri gusti, di favorire la scoperta di nuove sensazioni. Pur non amando i tè neri, potreste ritrovare in un primo raccolto come il Darjeeling Phuguri una impercettibile nota in grado di conquistare il vostro palato. O potreste non essere mai stati avvolti dal potere seduttivo di una tazza di tè al gelsomino. Potreste essere diffidenti nei confronti dei tè verdi cinesi perché nella vostra esperienza passata ne avete assaggiati di pessimi, potreste essere inibiti dall’ingrediente di una miscela aromatizzata perché di solito non vi piace, senza sapere che in realtà non lo si percepisce singolarmente ma serve a rendere il sapore finale morbido ed equilibrato.

Quello che vi propongo è un viaggio. E come tutti i viaggi non è certo vi dia ciò che cercate, ma vi regala sicuramente l’opportunità di arricchire la vostra conoscenza, delle foglie e di voi stessi.

Il pacco dei curiosi aromatizzato (qui trovate le descrizioni dettagliate e le fotografie di ciascun tè)

  • 20 g di Giardino della nonna
  • 20 g di Brezza di seta
  • 20 g di Riflessi d’estate
  • 20 g di Hanai
  • 20 g di Fresco tramonto
  • 20 g di Bergamotto BIO
  • 20 g di Stille di rubino

    Totale: € 22,00
     

Il pacco dei curiosi naturale (qui trovate le descrizioni dettagliate e le fotografie di ciascun tè)

  • 20 g di Jasmine Pearl
  • 20 g di Assam Mangalam
  • 20 g di Darjeeling Phuguri
  • 20 g di Darjeeling Gopaldhara
  • 20 g di Tian Mu Quing Ding BIO
  • 20 g di East Frisian Sunday Blend
  • 20 g di Jade Arrow
  • 20 g di Linyun White Snow
  • 20 g di Rooibos Supergrade BIO
  • 20 g di Houjicha Kaori Fumi
  • 20 g di Genmaicha Hanafubuki
  • 1 bustina (10 g) di Mizudashicha

    Totale: € 37,00
     

La lettera del mese: il tè è un “angolo buono”

Quella di questo mese è una lettera particolare: chi la scrive non chiede consigli di carattere tecnico, non chiede suggerimenti in merito alla preparazione del tè. Chi la scrive questa volta non chiede, al contrario sceglie di donare. È una delle lettere più belle che abbia ricevuto da quando l’avventura del blog è iniziata, uno di quei regali che arrivano improvvisi e sorprendono come il dispiegarsi di un arcobaleno.
Desidero condividerla con voi perché l’emozione si espanda, per conoscere un ulteriore aspetto della bevanda che amiamo. Per apprezzare una sensibilità rara e perché la tazza diventi occasione di speranza e di stimolo.
È una confidenza fatta a voce bassa, discreta come l’effluvio di un tè bianco appena tiepido. Come tale va assaporata e goduta.

Carissima Acilia, non ci conosciamo, nel senso che non ho mai commentato sul tuo blog, ma lo seguo da tanto in disparte.
La tua bella iniziativa della “Selezione” mi dà finalmente modo di farti i complimenti per la…grazia, ecco sì, direi proprio grazia, con cui porti avanti la tua passione e la doni agli altri. Leggerti mi comunica sempre un senso di serenità e naturalezza, che mi fa bene. Ecco perché, forse, complice anche la tazza di Pu-erh e crisantemi selvatici che ho qui accanto mentre ti scrivo, mi viene spontaneo raccontarti qualcosa di me prima di “approfittare” della tua Selezione.
Ho trent’anni, e da dieci soffro di depressione e attacchi di panico, pur con alti e bassi. Il mondo del tè in foglie per me è stato una scoperta quasi “terapeutica”, profondamente legata a questa mia condizione.
Col tè posso dire di essere ancora all’inizio, mi aggiro ancora un po’ spaesata tra le infinite varietà e fatico a riconoscere le sfumature più sottili, ma l’idea di aver così tanto ancora da imparare e scoprire non fa altro che accrescere la mia curiosità e il mio entusiasmo un po’ goffo e pasticcione.
Negli ultimi tempi per me il tè è diventato una specie di “angolo buono” in cui tendo a rifugiarmi (dovrei forse dire nascondermi?) con un sospiro di sollievo quando le mie malinconie e inquietudini cercano di prendere il sopravvento: è un po’ come se fosse lui ad “accogliere” me, e non viceversa. E mi prende così, pazientemente, tutta sgarrupata come sono.
È una compagnia, un conforto, talvolta quasi una promessa di qualcosa di buono che chissà, magari un giorno avrò la forza di costruire. È come se mi avesse permesso di avvicinarmi a me stessa, sfuggirmi un po’ meno, imparare – pur faticosamente – a raccogliere qualche briciola di serenità.
Solitamente non racconto ad altri queste mie sensazioni temendo di non essere compresa: in fondo si tratta semplicemente di foglioline essiccate. Certo, non c’è dubbio: ma che emozioni possono regalare, se solo si ha voglia di chinarsi ad “ascoltarle”, con ogni senso all’erta. Le ho raccontate a te, perché credo tu possa capire.
Ti ringrazio per ora e ti mando un caro saluto.
A presto.
S.

Affogato al tè Houjicha e pinoli nella no man’s land

Fin dai primi anni della mia giovinezza pensavo che ognuno di noi ha la propria “no man’s land”, in cui è totale padrone di se stesso. C’è una vita a tutti visibile e ce n’è un’altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla. Ciò non significa che, dal punto di vista dell’etica, una sia morale e l’altra immorale. Semplicemente, l’uomo di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo, vive nella libertà e nel mistero, da solo o in compagnia di qualcuno, anche soltanto un’ora al giorno, o una sera alla settimana, un giorno al mese; vive di questa sua vita libera e segreta da una sera (o da un giorno) all’altra e queste ore ore hanno una loro continuità.
Queste ore possono aggiungere qualcosa alla vita visibile dell’uomo oppure avere un loro significato del tutto autonomo; possono essere felicità, necessità, abitudine, ma sono comunque sempre indispensabili per raddrizzare la linea generale dell’esistenza.
In questa “no man’s land” possono accadere strane cose, si possono incontrare altri esseri simili, si può leggere e capire un libro con particolare intensità, o ascoltare musica in modo inconsueto, oppure nel silenzio e nella solitudine può nascere il pensiero che in seguito ti cambierà la vita, che porterà alla rovina o alla salvezza. Forse in questa “no man’s land” gli uomini piangono, o bevono, o ricordano cose che nessuno conosce, o osservano i propri piedi scalzi, o provano una nuova scriminatura sulla testa calva, oppure sfogliano una rivista illustrata con immagini di belle donne seminude e muscolosi lottatori.
Ma non bisogna credere che quest’altra vita, questa “no man’s land”, sia la festa e tutto il resto i giorni feriali. Non per questa via passa la distinzione: solo per quella del mistero assoluto e della libertà.          

(Tratto da “Il giunco mormorante”, di Nina Berberova – Adelphi)
 

In una sera di queste, una sera nella no man’s land, ho sperimentato questa ricetta. Il sapore è indeciso, né dolce, né salato, sfugge al controllo. È un piatto libero: si può servire a colazione, a pranzo o a cena come dessert, a merenda o in piena notte, se si ha voglia di dissetarsi. È intrigante, un concentrato di attese.

Ingredienti (per 4 persone):

• 250 g di latte parzialmente scremato
• 200 g di panna da montare
• 1 cucchiaio di tè Houjicha Kaori Fumi
• 40 g di zucchero
• 35 g di pinoli
• 2 tuorli
• 50 g di infuso di tè Houjicha molto concentrato

Versate il latte in una casseruola e scaldatelo per 5 minuti mescolando lentamente. Spegnete, aggiungete le foglie di tè e lasciate in infusione per 10 minuti. Filtrate il latte e rimettetelo nella casseruola.
Aggiungete la panna montata e mescolate a fuoco medio per circa 3 minuti. A parte montate i tuorli con lo zucchero e quando il composto sarà spumoso, unitevi a filo il latte con la panna precedentemente preparati.
Mescolate tutto su fuoco basso per 6 minuti e per 3 minuti portate a bollore.
Versate il composto in un contenitore da freezer largo e basso foderato con pellicola per alimenti e lasciate raffreddare.
Mettete in freezer per circa 8 ore.
Togliete dal freezer e tagliate a pezzettoni; tritate i pezzettoni per circa 15 secondi e poi frullate per un minuto. Se lo ritenete necessario, rimettete in freezer.
Servite guarnendo con pinoli e affogando con il tè Houjicha freddo.

La Selezione di Acilia: si aprono i battenti

Devo scusarmi con voi, purtroppo il progetto de La Selezione di Acilia non potrà avviarsi nel modo in cui vi ho raccontato e nei tempi che speravo. La piattaforma di e-commerce non è ancora pronta, si sta facendo fronte a diversi problemi tecnici che non dipendono dalla mia volontà, né sono risolvibili con la mia competenza. Sono inciampata in vari imprevisti, sono stata costretta ad affidare la consulenza tecnica ad una seconda persona.
Sono fiduciosa e motivata, grazie anche alla vostra presenza. Sono certa che presto risolveremo e riusciremo a mettere online il sito attraverso cui potrete acquistare i tè nella maniera più agevole possibile.
Nel frattempo però, sono in possesso di tutte le foglie da più di due settimane, non voglio correre il rischio che perdano la loro freschezza. Del resto sono le protagoniste indiscusse di questa avventura. La bottega sprigiona una mistura di profumi invitante, tutto è pronto.
Inoltre, dopo avervi raccontato dei primi 3 tè della Selezione, ho ricevuto numerose email di lettori desiderosi di acquistare.
Così vi invito ad affacciarvi a questa finestra provvisoria da cui potrete vedere l’elenco completo dei tè e i prezzi corrispondenti a ciascuna quantità. Potrete effettuare gli ordini tramite email indicando:
- Nome e Cognome
- Nome società (se ne avete una)
- Indirizzo di residenza (con CAP, Città e Provincia)
- P.IVA (se ne avete una)
- Nome del prodotto che desiderate acquistare
- Tipo di confezione in gr e la quantità 
- L’indirizzo di spedizione se diverso da quello di residenza
Sempre per email vi sarà data conferma dell’ordine e vi sarà inoltrata la fattura.

Le modalità di pagamento disponibili subito sono le seguenti:
-  versamento o bonifico su conto corrente (qualora sceglierete questa modalità, sarà mia premura fornirvi l’IBAN per email)
- l’accredito su carta Postepay (qualora sceglierete questa modalità, vi indicherò il numero della carta per email). Per effettuare un versamento su carta Postepay, non è necessario che anche voi ne possediate una: basta recarsi presso una qualunque sede di Poste Italiane.
- pagamento in contrassegno alla consegna in contanti (qualora sceglierete questa modalità, è previsto un importo aggiuntivo richiesto dal corriere di € 3,00)

Le spese di spedizione con corriere espresso da 0 a 3 Kg corrispondono a € 6,50. Ho scelto di affidarmi esclusivamente ad un corriere espresso (e non anche alle Poste Italiane), con l’intento di garantirvi un servizio veloce e sicuro; trattandosi di un prodotto come il tè, suscettibile a calore, umidità e soggetto al rischio della rottura delle foglie, è indispensabile che sia costretto a tempi di trasporto più brevi possibili. Il servizio prevede pertanto la consegna in tutta Italia entro 24 ore dalla conferma dell’ordine (salvo per alcune località remote in cui la consegna potrebbe richiedere 48 ore). Le spedizioni saranno effettuate dal lunedì al venerdì ed è richiesta obbligatoriamente la presenza di una persona che ritiri il pacco.
La spesa minima per effettuare un ordine corrisponde a  € 10,00.

Ho creato un account Skype per essere a vostra disposizione attraverso una chat diretta, per suggerimenti, domande, consigli, per accogliere le vostre impressioni. Per offrirvi un servizio che sia più personalizzato possibile. Il nome Skype è: aciliainsiemeate.

Se desiderate, potete scaricare questo file .pdf stampabile che riassume tutte le informazioni più importanti per conoscere e preparare il tè in foglia. 

Mi auguro di aver scelto i tè giusti, capaci di soddisfare le esigenze di ciascuno di voi: accoglierò con piacere ogni vostra considerazione o valutazione. Se con il tempo sarete soddisfatti ed entusiasti, di certo riusciremo ad ampliare l’offerta. Magari anche scegliendo insieme le foglie.

 

Ochazuke: un incontro perfetto tra riso e tè

Il riso e il tè verde sono indissolubilmente legati all’immagine del Giappone perché sono due elementi fondamentali dell’alimentazione quotidiana di questo Paese. Il riso al vapore, per esempio, è protagonista di tutti i pasti della giornata, inclusa la colazione; il tè verde non solo accompagna la colazione, il pranzo e la cena, ma è anche una bevanda consumata regolarmente a qualunque ora del giorno e della notte.
Riso e tè verde sono, dunque, ingredienti deliziosamente giapponesi e l’uno non potrebbe esistere in armonia senza l’altro.
Non deve quindi stupire l’esistenza dell’ochazuke お茶漬け (tradotto non letteralmente significa a bagno nel tè verde), una zuppa di riso bianco al vapore innaffiato con tè verde caldo.
Questa delicata zuppa, sebbene sia molto semplice da preparare, racchiude in sé il sapore più puro e autentico della cucina giapponese e può essere una tappa interessante per chi si sente affascinato dalla gastronomia nipponica.           


L’ochazuke è un piatto molto confortante e per questo molto amato nelle giornate fredde o quando ci si ritrova lo stomaco sottosopra in seguito ad un’influenza, un pasto troppo abbondante o un consumo eccessivo di alcolici. Insomma, un vecchio e semplice rimedio che saprà farvi ritornare il buonumore.
Le dosi sono approssimative poiché questa è una ricetta nata dal bisogno di utilizzare avanzi di riso del giorno stesso o di quello prima, quindi vi consiglio di andare ad occhio a seconda del vostro appetito.
Naturalmente gli ingredienti da non saltare assolutamente sono il riso al vapore e il tè verde, ma per il resto sentitevi autorizzati ad essere creativi.  Pur non essendoci una ricetta precisa per l’ochazuke, in genere alcuni degli ingredienti tipici sono l’alga nori, cracker di riso sbriciolati, prugne umeboshi, polpa di salmone cotto. In alternativa, sono ottimi anche i semi di sesamo, prezzemolo, cipollotti verdi, polpa di tonno cotto, wasabi, gamberetti, qualche tocchetto di pollo alla griglia.  

Ingredienti per una persona:

  • Una tazza scarsa di riso al vapore (il Vialone Nano è la varietà più simile al riso giapponese)
  • Tè verde q.b. (qualunque varietà va bene, ma consiglio del sencha o del bancha. Da evitare assolutamente il matcha)
  • Una prugna umeboshi
  • Alga nori sbriciolata oppure tagliata a listarelle
  • Un cucchiaino di cipollotto verde tritato
  • Un cucchiaino abbondante di polpa di salmone cotto

     

Il riso per l’ochazuke è bene che sia caldo o almeno tiepido, quindi se state usando degli avanzi freddi riscaldateli velocemente prima di riutilizzarli.
Mettere il riso in una scodella e versarvi sopra il tè verde caldo e appena preparato.
Infine, guarnire il tutto con la polpa di salmone, il cipollotto tritato, l’alga nori e l’umeboshi. Se necessario, regolare di sale.
Buon appetito! O come si dice da queste parti, いただきます!Itadakimasu!

お茶はいかがですか。O-cha wa ikaga desu ka? Vi andrebbe una tazza di tè?
Tsubaki

 

Gli altri articoli di Tsubaki:
- Un tè da Kazuha
- Una pausa da Yamaguchi-ya
- Una merenda invernale: dorayaki e hoojicha
- La cultura del tè in Giappone e il sencha